Pallavolo
Come arriva l’Italia alle Finals di Nations League: dall’esperimento Antropova alla nuova certezza Fersino
L’Italia si presenta alle Finals della Volleyball Nations League 2026 di Macao con una consapevolezza diversa rispetto a quella di inizio giugno. Il secondo posto conquistato nella fase intercontinentale, con 10 vittorie e 28 punti, racconta soltanto in parte il percorso della squadra di Julio Velasco. Il vero successo del CT è aver ampliato le soluzioni a disposizione, trovando risposte importanti sia dagli esperimenti iniziali sia dalle giocatrici chiamate a raccogliere responsabilità inattese.
La prima grande novità della VNL è stata senza dubbio l’esperimento di Ekaterina Antropova schiacciatrice-ricevitrice. Nella prima settimana Velasco ha provato a trasformare l’opposta in una banda per aumentare ulteriormente le opzioni offensive della squadra, ma con il passare delle partite è diventato evidente come il ruolo naturale di Antropova resti quello di opposta. Dopo la seconda settimana il commissario tecnico ha infatti deciso di chiudere definitivamente il test, riportando Kate nella diagonale con la palleggiatrice e ripristinando anche il prezioso doppio cambio con Paola Egonu. Una scelta che ha restituito maggiore equilibrio al sistema offensivo e ha consentito all’Italia di affrontare la terza settimana con gerarchie più definite.
Se Antropova rappresenta il ritorno a una certezza, la vera rivelazione del torneo è stata Eleonora Fersino. Chiamata a sostituire Monica De Gennaro, il libero piemontese ha disputato una VNL di altissimo livello, crescendo partita dopo partita fino a diventare un punto di riferimento della seconda linea azzurra. Difese spettacolari, qualità in ricezione e grande personalità hanno permesso all’Italia di mantenere elevato il proprio livello anche nei momenti più difficili. Le rimonte contro Canada e Cina portano anche la sua firma, tanto che oggi Fersino non rappresenta più soltanto una valida alternativa, ma una vera certezza per il presente e per il futuro della Nazionale.
La crescita della squadra è passata anche attraverso l’affermazione di Stella Nervini, ormai perfettamente inserita nelle rotazioni, e dal ritorno graduale delle big. Alessia Orro ha ripreso il comando della regia, Anna Danesi e Sarah Fahr hanno garantito solidità al centro, mentre Myriam Sylla ha confermato il proprio ruolo di leader tecnica ed emotiva. In attacco, la possibilità di alternare Egonu e Antropova rappresenta probabilmente il lusso più grande di tutta la VNL, con Velasco che può scegliere di volta in volta la soluzione più adatta all’avversaria.
Anche dal punto di vista mentale le indicazioni sono state estremamente positive. L’Italia ha imparato a vincere in modi diversi: dominando, come contro Belgio e Giappone, ma anche soffrendo, come dimostrano le rimonte da 0-2 contro il Canada e da 1-2 contro la Cina, due partite che hanno evidenziato carattere, profondità della rosa e capacità di adattamento.
Le Finals di Macao rappresentano ora un torneo completamente diverso, dove ogni partita vale una stagione. L’Italia arriva però con la sensazione di aver trovato il proprio equilibrio: l’esperimento Antropova ha lasciato spazio a un assetto più definito, mentre Fersino è diventata una delle grandi certezze del gruppo. È probabilmente questa la fotografia migliore della squadra costruita da Velasco: una Nazionale che ha saputo sperimentare, correggersi e crescere senza mai perdere competitività, presentandosi all’appuntamento più importante dell’estate con la convinzione di poter lottare fino in fondo per il titolo.