Atletica
Collio si sbilancia: “Marcell Jacobs è tornato quello dei tempi d’oro. Quando l’ho visto a Roma, ho sgranato gli occhi”
Le buone indicazioni arrivate nell’ultimo Golden Gala e la condizione olremodo positiva di Marcell Jacobs sono stati soltanto due dei tanti temi trattati da Simone Collio in occasione dell’ultima puntata di Sprint Zone, rubrica di approfondimento in onda sul canale YouTube di OA Sport a cura di Ferdinando Savarese.
Il celeberrimo ex velocista, ora fidato fisioterapista di tanti big della Nazionale italiana in prima battuta ha commentato le lodevoli gesta di Larissa Iapichino e di Leonardo Fabbri proprio negli States: “Eugene è sempre una grandissima competizione, particolare perché rispetto alle altre è in un contesto particolare, con questo stadio meraviglioso all’interno del Campus, c’è un grande pubblico, si percepisce molto un’area americana. Il contesto è americano, lo stadio è prestativo, quest’anno c’erano delle condizioni buone, il vento era particolare, di solito è sempre a favore sul rettilineo, quest’anno ballava un pochino, a volte a favore, altre volte contro. Il mezzofondo ne ha risentito parecchio. Gare bellissime, Eugene è sempre Eugene. Abbiamo lavorato con Larissa e Leonardo. Lei finalmente ha fatto il record italiano, è stata bravissima a centrarlo al primo salto, poi è difficile tenere il ritmo. Spero possa essere la sua consacrazione su queste misure. Leonardo è in crescita, sta dimostrando di essere in una situazione eccezionale, mancano alcuni giorni ai Campionati Europei, la speranza è che il trend sia costante per arrivare al picco massimo durante i Campionati Europei. Sono stato molto orgoglioso di poterli vedere dal vivo“.
Collio ha proseguito: “Leonardo Fabbri è ambizioso, ha il fuoco di dover arrivare a determinate misure che lui è consapevole di valere. Nonostante la vittoria nella Diamond, gli è rimasto qualcosa che può essere la marcia in più per la gara dopo, quindi va benissimo così. Dichiarazioni di Tara Davis sull’ansia dopo aver vinto la gara? Non so cosa ha detto. Nel warm-up ero sul lettino a lavorare a fianco al suo fisioterapista, che conosco molto bene, è un mio amico. Io Tara non la conosco personalmente, mi ha colpito molto questo suo essere anche in riscaldamento super eccitata. L’intervista non l’ho letta, ma non avrei mai detto che potesse soffrire d’ansia. Ogni atleta ha le sue caratteristiche, lo stesso Bolt, nonostante in gara fosse appariscente, ma anche Noah Lyles, in riscaldamento è super concentrato”.
Non è mancato poi un commento sul settore dei velocisti maschile, un po’ contratto ad eccezione di Marcell Jacobs: “È un momento un po’ così nella velocità italiana maschile, c’è un bel gruppo che in questo momento si è un po’ arenato, un grande potenziale, lo stesso Melluzzo per me è fortissimo. È un peccato perché quest’anno ci sono gli Europei, c’è da sperare che riescano a ritrovare la condizione in ottica 4×100. Una staffetta che ha sempre un potenziale importante. Spiace per Chituru Ali che si è un po’ perso, lui ha deciso di andare in America, io sono sempre stato uno di quelli che non ha visto bene questa decisione, al contrario della posizione di Marcell. Quell’anno aveva fatto una grande stagione, cambiare quando stai facendo bene è sempre un punto interrogativo. Mi dicono che ci vogliono tre anni per assimilare i metodi di lavoro del nuovo team di John Smith, non ci resta che aspettare. Speriamo.”
A fare eccezione è appunto un Jacobs tornato in una versione extra-lusso nella prova in Austria: “Io ho visto il Marcell del 2022, quello dei Mondiali Indoor che per me era anche meglio di Tokyo. Quando ho visto Marcell a Roma nel warm-up, non lo sentivo da un po’, ho subito sgranato gli occhi: quando vedi un atleta muoversi così ti si accende la scintilla: piedi reattivi, caviglie dinamicissime ed esplosivissime. Il Marcell del 6:41 e del 9:80. Mi sono permesso di avvicinarmi e dirgli che lo vedevo veramente bene. È ritornato quello dei tempi d’oro, dal punto di vista tecnico ha ripreso la scuola di Paolo Camossi, quella che è la sua impostazione tecnica, probabilmente è stato più semplice ripristinare i pattern che aveva assimilato in passato piuttosto che cambiarli. Reintrodurre angoli in accelerazione e tempi di contatto ha fatto sì che abbia avuto meno difficoltà. Complimenti al team medico perché dal punto di vista biomeccanico l’ho visto equilibratissimo. È un atleta un po’ fragile, l’ho visto bene, e questo è sinonimo di integrità fisica. Quello che conta oggi è vederlo in queste condizioni, questo è un Jacobs che potrà riesprimersi, incrociando le dita, sulle prestazioni che abbiamo visto nell’anno di Tokyo. Io l’ho visto con i miei occhi: l’anno delle Olimpiadi, malgrado i problemi che l’hanno disturbato, ha segnato il season best nella finale olimpica, dal punto di vista mentale è fortissimo. Se continua con questo trend di crescita come credo sarà, visto che ogni gara va meglio e fa parte della programmazione di Paolo, credo di poter affermare che non saranno in tanti a poterlo battere ai Campionati Europei. Le Finali sono sempre le Finali. Sulla carta c’è sempre il più forte ma può succedere di tutto, ma lui è imbattibile dal punto di vista mentale. Se arriva in condizione al grande evento, è molto difficile che sbagli.”
Non è mancato poi un commento sulla 4×100 e su Filippo Tortu: “Quando esci da questo tipo di infortunio non è mai semplice. Significa che anche dal punto di vista mentale non è mai facile recuperare questo tipo di trauma, hai paura, hai difficoltà a ritrovare le sensazioni. Ha fatto questo 200 in Austria, sicuramente per fare una gara e rompere il ghiaccio. Aveva bisogno di confidenza per ritrovare ritmi. Manca ancora un po’ agli Europei, lui se sta discretamente si esprime con grandi prestazioni nella 4×100. Lorenzo non so che infortunio abbia avuto, ma è sembrato qualcosa di fastidioso. Fausto ha fatto due belle gare. Formazioni pericolose? Germania, che ha fatto delle 4×100 recentemente molto veloci. Poi c’è l’Inghilterra. Ma con Marcell, con Filippo che può recuperare, con Patta che in staffetta si trasforma e Fausto che si sta esprimendo bene ci sono le basi per fare una bella staffetta. La staffetta mista è una gara particolare. È una cosa nuova e non semplice da calibrare e definire per team e allenatori. Mettere insieme uomo e donna va a scombussolare cambi, piedi e distanza. Non è semplice, sarà spettacolare. World Athletics sta cercando di spettacolarizzare la disciplina, il fatto che sia nuova può essere un vantaggio, sfruttandola bene si possono raggiungere delle medaglie. Non si può chiedere ai big di fare tutto e di più. Bisogna trovare il setting giusto. Samuele Ceccarelli ha fatto due gare più che discrete, ha corso 10 e 20 in condizioni regolari. Le pedine per costruire questa staffetta ce le abbiamo.
In ultimo Collio, uno degli atleti più veloci della storia italiana, ha parlato delle sue condizioni: “Il fisico pazzesco non ce l’ho più, sono pieno di acciacchi che camuffo. Faccio palestra, cerco di tamponare i danni che ho fatto al mio corpo con quindici anni di attività professionale, lo sport professionistico ad alti livelli non fa bene al fisico. Certo oggi c’è stata un’evoluzione, oggi i volumi sono diminuiti”.
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