Ciclismo

Chris Froome sincero: “Ringrazio Dio di non affrontare Pogacar. Oggi non arriverei nei 20”

Roberto Santangelo

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Chris Froome - IPA Sport

Lo sloveno Tadej Pogacar ha vinto pochi giorni fa il suo quinto Tour de France (negli ultimi sette anni, oltre a due secondi posti del 2022 e del 2023): i suoi numeri stanno impressionando addetti ai lavori ed ex ciclisti, e l’ultimo in ordine di tempo è Chris Froome.

Il “Keniano bianco“, in un’intervista ad Adam Blythe per Eurosport, ha sottolineato la portata di quanto fatto dallo sloveno: “Tadej Pogacar riesce a fare per più di 40 minuti quello che io facevo per circa 10 minuti. È cambiato tutto, davvero tanto, è difficile da dire come andrei oggi, perché l’asticella è stata spostata molto più in alto“.

Un confronto tra l’epoca di Froome e quella attuale potrebbe essere possibile confrontando tempi di scalata e wattaggio espresso di ciclisti: “Con i numeri che facevo sette o otto anni fa, probabilmente non arriverei nei primi 20 ora. Questo è ciò che penso, vedendo le gare e guardando i tempi che fanno registrare i corridori in salita“.

Il britannico, pur sapendo quanto importante sia ciò che ha fatto in carriera, non si sente all’altezza del livello espresso dal ciclismo contemporaneo:Sono davvero grato per la mia carriera ma, allo stesso tempo, quando vedo Pogacar correre penso che grazie a Dio non sono in gruppo ora“.

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