Basket
Cheickh Niang: “La maglia azzurra è un’emozione forte. Con mio fratello Saliou ci sopportiamo a vicenda”
Nella nuova puntata di Talent Zone, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, il grande ospite è stato Cheickh Niang. Il talento italiano ha concluso la prima stagione in Serie A all’Aquila Trento, mostrando già tutte le sue qualità sul campo da basket. Il classe 2008 si è raccontato nell’intervista analizzando la sua evoluzione anche al di fuori dal parquet.
Le ultime settimane: “Ultimamente sto lavorando da solo con i pesi. Tra poco partirò per il raduno con la Nazionale”.
La stagione altalenante vissuta con Trento: “Ci sono stati sicuramente degli alti e bassi. Nel momento decisivo siamo riusciti a rimanere concentrati e dare qualcosa di più per vincere”.
I miglioramenti fatti: “Ho imparato a difendere meglio ed a leggere meglio certe situazioni. Prima non ero molto pronto a livello fisico, invece adesso va meglio. Anche mentalmente ho fatto progressi”.
L’eliminazione ai playoff con la Virtus del fratello Saliou: “Quando tirava i liberi nella mia lingua gli dicevo: ‘Dai che sbagli’. Più che parlarci contro ci sopportiamo a vicenda. In campo sono molto solare. Riesco a strappare un sorriso a tante persone. In partita però sono molto più serio”.
L’esperienza con l’Eurocamp e quella in America: “Competere con tanti altri giocatori di livello è stato bello. Non ho parlato con nessun coach. In America è stato bellissimo, mi è sembrato di sognare. Ho visto anche l’All Star Game, mi piacerebbe arrivare a quel livello ma ci vuole tanto lavoro. Io non seguo molto la NBA, vedo molto di più l’Eurolega. Mi ispirano molto Miami ed i Lakers”.
Il futuro: “Per adesso non penso di andare al college. Penso a fare bene con Trento e poi si vedrà quale è la mia strada. Andarci sarebbe una bella cosa, ma bisogna pensare prima al presente. Alla fine della prossima stagione vedremo”.
Le tue qualità: “Credo che alcune cose mi vengano naturale. Ho 17 anni ed ancora tanto su cui migliorare. Sul tiro posso migliorare ancora molto ed essere costante. La stessa cosa sulla visione di gioco”.
L’emozione della prima chiamata in azzurro: “Non ricordo il momento preciso. Ero molto felice, vedere la maglia della nazionale è stata un’emozione forte. Purtroppo i giorni successivi sono stato male e sono tornato a casa”.
Gli Europei U18: “Non ho aspettative. Possiamo fare un buon torneo. Giocare in Italia ci può aiutare di più”.