Tennis
Matteo Berrettini: “Sconfitta che fa male, cerco di prendere il buono. Se sto così, posso togliermi soddisfazioni”
Matteo Berrettini esce al terzo turno del torneo di Wimbledon. Il tennista romano rimonta due set di svantaggio al bulgaro Grigor Dimitrov, ma si arrende al quinto dopo una battaglia di tre ore e trentacinque minuti. Al termine del match il tennista italiano ha analizzato la sua prova in conferenza stampa.
La voglia di essere ottimisti e prendere il buono nonostante la sconfitta: “Il livello è stato altissimo. Adesso c’è la delusione della sconfitta. Dell’essere riuscito a girarla, mi sentivo che era cambiata un po’ l’energia e gli ero salito un po’ sopra. Invece il tennis è così. Però bisogna prendere il buono, perché è stato un torneo buonissimo. Poteva essere ancora migliore, ma considerando il poco tempo in cui mi sono preparato è stata sicuramente una settimana positiva. C’è l’amaro in bocca. Quando ho perso partite così in carriera e, mi era già successo, sono poi riuscito a prendere il buono. Sarà quello l’obiettivo“.
Sulla qualità della partita e sui colpi fastidiosi del rivale: “Diciamo che secondo me la partita è stata di altissimo livello, bella e con colpi pazzeschi. Tutte le chance che sia uno che l’altro che si è andato a prendere sono storicamente tutti vincenti, cioè quando abbiamo ottenuto il break abbiamo fatto colpi vincenti. Io ho sbagliato qualcosa all’inizio, mi sentivo un po’ meno reattivo rispetto al solito, però insomma è stata una partita di altissimo livello. Poi ovvio ci sono stati degli errori, è complicato giocare con un giocatore che varia molto, quindi è difficile trovare il ritmo. Il diritto è l’arma che uso di più negli scambi e che quindi devo forzare un po’ di più. Devo provare a fare di più e mi ha aiutato tantissime volte in tantissime occasioni. Se probabilmente avessi sbagliato due-tre diritti in più adesso staremmo qua a parlare della vittoria però è difficile poi analizzare una partita su tre punti. Ecco secondo me ripeto c’è stata una prestazione buonissima, una reazione forse ancora migliore e quindi si va a casa con un po’ di tristezza, ma con la consapevolezza di essere forte, mi sono sentito forte, oggi in campo mi sono sentito bene”.
Il tennista romano non nasconde il dispiacere per una partita che sembrava aver indirizzato a proprio favore dopo una partenza difficile: “È una sconfitta dura, fa male. Sono riuscito a rientrare in partita e ho avuto la sensazione che l’inerzia fosse cambiata un po’“.
Nei match equilibrati sono i dettagli a risultare decisivi per il successo: “Il tennis è così, soprattutto a Wimbledon e contro un giocatore forte come Grigor. Credo che lui abbia disputato una grande partita e che alla fine siano stati pochi punti a decidere l’incontro”.
Il bilancio di un torneo che non può che essere positivo: “Adesso devo solo accettare questa sconfitta per un paio di giorni e poi andare avanti. È stato un ottimo torneo. Ho giocato tre partite a un livello molto alto. Era esattamente quello che cercavo: disputare incontri importanti, sentire di nuovo l’adrenalina e tornare a sentirmi competitivo. Secondo me il livello è stato altissimo, ho giocato quattro ore e venti minuti con Stan, poi ho giocato con Fils, una partita pazzesca. Oggi è un’altra partita incredibile, quindi fa male perché comunque adesso stanotte me la faccio con l’occhio sbarrato, però esco dal torneo con la consapevolezza che quando mi sento così, quando sto così, posso togliermi delle belle soddisfazioni e quindi si va avanti”.