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Basket: 2026 delle giovanili azzurre meno brillante. Ma con Under 18 e 16 ancora chance di buone cose
Per l’Italia, fino ad ora, gli ormai usuali acuti che qui e là si sono visti negli Europei giovanili di varia natura non hanno trovato una corrispondenza. In altre parole, il 2026 è stato davvero avaro di soddisfazioni, e in qualche caso ha pure messo più di un brivido perché lo spettro della Division B, nei due Europei Under 20, è stato realmente vicino. Ma andiamo con ordine.
Iniziamo dai due Mondiali Under 17. In quello maschile, l’Italia si è trovata ad affrontare un vero e proprio gotha di selezioni di grande spicco: dopo il facile successo sul Giappone, prima la Francia e poi gli USA sono stati l’anticamera di un ottavo con il Canada in cui, di fatto, è totalmente mancato il terzo quarto, la vera ragione della sconfitta azzurra. Poi, nel tabellone di classificazione, altra sconfitta con la Slovenia, vittorie su Camerun e di nuovo Giappone e 13° posto conclusivo.
In quello femminile, invece, l’Italia ha presenziato in virtù della rinuncia della Serbia, che aveva rinunciato nonostante avesse il diritto acquisito causa quinto posto agli Europei di categoria. Qui, va detto, forse le azzurre hanno mancato una mezza occasione, giacché tra la sconfitta (prevedibile, ma comunque lottata fino all’ultimo) con il Canada e la vittoria sull’Egitto (squadra, attenzione, non banale) c’è stata la sconfitta contro la Nuova Zelanda in un match mai davvero in discussione, ma che avrebbe potuto aprire le porte del secondo posto e di un miglior accoppiamento negli ottavi. Così non è stato, è arrivata la Slovenia e assieme a lei il KO. Le azzurre hanno comunque giocato bene nel tabellone 9°-16° posto, battendo Messico prima e Lettonia poi, prima di subire la rivincita dall’Egitto. Totale: 10° posto.
Ma è dagli Europei Under 20 che sono giunti i maggiori brividi. Maschile: l’Italia qui è stata per metà anche sfortunata, perché dopo le sconfitte contro Germania e Francia non è bastata una vittoria per 71-67 sulla Turchia per evitare l’ultimo posto e, di conseguenza, il temibile accoppiamento contro la Serbia poi d’argento. Da quel 63-86, però, è giunta un’altra sconfitta contro Israele, durissima peraltro: 59-84. Ora il pericolo della retrocessione in Division B era diventato reale: a scacciarlo via, fortunatamente, Trucchetti che si è preso sulle spalle la squadra e l’ha guidata al 96-69 sulla Romania e al 92-80 sulla Cechia (partita nella quale, peraltro, l’Italia era sotto di 6 all’intervallo). 13° posto, era l’ultimo disponibile per restare in Division A.
Ancora più difficile è stata la situazione della femminile: sconfitta nettamente dalla Polonia all’esordio, ha poi sconfitto la Serbia (o meglio una sua versione di non elevata forza) e, di seguito, ha ceduto di netto all’Islanda che è interessante sotto molti punti di vista. L’ottavo contro il Belgio, perso 54-82, è stato una discesa improvvisa negli ultimi due quarti, poi la sconfitta con la Lettonia per 61-75 ha spedito nel girone 13°-16° posto, quello in cui una sopravvive e le altre retrocedono. Qui le azzurre hanno vissuto le pene dell’inferno contro la Slovenia, battuta al supplementare, e poi contro la Serbia, partita con un primo quarto da 14-22: è poi finita 64-60.
Al netto di questioni che riguardano le situazioni di gioco, che possono andare soprattutto per l’Under 20 tra assenze, difficile alchimia e altre problematiche che comunque non possono e non devono intaccare l’attaccamento alla maglia di tutte le persone interessate, c’è ancora un quartetto di tornei di scena. I primi due sono gli Europei Under 18, quelli maschili tra Trento e Rovereto da sabato 25 al 2 agosto e quelli femminili a Stoccolma dal 1° al 9 agosto. Importanti, questi, perché è l’annata che qualifica ai Mondiali Under 19. L’Under 16, invece, vivrà i suoi Europei in Romania, a Oradea (maschili, 7-15 agosto) e a Pitesti (femminili, 14-22 agosto). Soprattutto in chiave Under 18 esiste del talento piuttosto diffuso, basti leggere in questo senso in campo maschile il nome di Cheickh Niang: resta da vedere se si tradurrà in performance sul campo.