Sollevamento Pesi

Antonino Pizzolato condannato in primo grado a 5 anni e quattro mesi per lo stupro di una turista finlandese

Andrea Addezio

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Antonino Pizzolato / LaPresse

Antonino Pizzolato, bronzo a Tokyo 2020 e a Parigi 2024 nel sollevamento pesi, è stato condannato, insieme ad altri tre amici presenti quella notte, a cinque anni e quattro mesi per lo stupro di una turista finlandese in una casa vacanze a Trapani.

La Repubblica evidenzia come i fatti risalgano al 22 luglio 2022. La ventisettenne scandinava, costituitasi come parte civile, durante una vacanza a Trapani con due amiche conosce Pizzolato e i suoi tre amici in un ristorante. Il gruppo sceglie poi di spostarsi in un locale sul lungomare dove si trattiene fino a dopo mezzanotte.

La ventisettenne raggiunge il residence dove alloggiano alcuni degli imputati e lì è oggetto di molestie da parte dei quattro. La ragazza, in lacrime, pone fine alla serata quando chiede di essere riaccompagnata in albergo. La mattina dopo si presenta dai carabinieri per denunciare i fatti.

La PM Giulia Sbocchia, considerata la mancanza di elementi che possano indurre a pensare a qualsiasi forma di consenso,  ha avanzato la richiesta di una condanna a dieci anni di carcere per i quattro imputati. Il tribunale ha invece optato per una pena minore.

Pizzolato, nel 2018, aveva già subito dieci mesi di squalifica per “minacce, intimidazioni, atti di prevaricazione, anche di violenza fisica in alcuni casi” nei confronti degli atleti più giovanimolti dei quali minorenni”. I fatti evidenziati si erano svolti al centro federale dell’Acquacetosa a Roma ed erano stati denunciati dai genitori degli atleti vittime delle prevaricazioni.

Sull’argomento è intervenuta anche la Federazione Italiana Pesistica, il cui comunicato riportiamo di seguito: “La FIPE prende atto della sentenza pronunciata dalle autorità giudiziarie competenti nei confronti dell’atleta Antonino Pizzolato e, rinnovando il proprio impegno sociale e culturale contro ogni forma di abuso, conferma il pieno rispetto per le istituzioni e per l’operato della magistratura anche in presenza di una pronuncia di primo grado, soggetta, quindi, ad ulteriori gradi di giudizio. I valori etici, di legalità, correttezza e rispetto delle regole costituiscono riferimenti imprescindibili per la FIPE che continuerà ad ispirare a tali principi ogni propria decisione e comunicazione“.

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