Tennis
Ambesi: “Sinner destinato a rimanere a lungo n.1 per un motivo. Quando esprime certi numeri, è difficile vincergli 3 set”
Nella puntata di TennisMania relativa a Wimbledon, andata in onda sul canale YouTube di OA Sport, condotta da Dario Puppo, è intervenuto Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport, che ha analizzato il match vinto da Jannik Sinner contro Novak Djokovic, ed il percorso dell’azzurro nel torneo.
I motivi alla base della netta vittoria di Sinner in semifinale: “Tutto sommato eravamo abbastanza tranquilli, al netto di eventuali situazioni tipo Parigi, che non puoi calcolare perché quello non dipende da te, perché i numeri delle partite dei primi 5 turni davano delle garanzie, cioè quando tu sei costantemente tra l’82% e l’ 89% di punti realizzati con la prima palla e stai giocando sull’erba, è veramente difficile che tu possa perdere tre set, soprattutto se hai le caratteristiche di Sinner, che è stato criticato tanto perché il diritto non viaggiava, in risposta non sembrava quello del passato, eccetera. Diciamo che l’osservazione è sempre legittima, la critica feroce distruttiva meno, ma se poi vai a vedere quale giocatore tra quelli che sono arrivati fin lì aveva anche in risposta i numeri migliori è sempre lì“.
Sono 17 i set consecutivi vinti finora da Sinner: “Potrebbe vincere il suo secondo Wimbledon infilando un filotto di 20 set, chi l’ha fatto nella storia? Parliamo di era Open, quindi dal ’68 in avanti: Borg vince 7 partite non lasciando sul piatto alcun set, quindi 21, uno dei tanti di Federer viene vinto senza perdere set, ma la prima partita dura due set, anzi uno e mezzo, quindi anche lui deve aver raggiunto un filotto di 20. Poi è chiaro che ci sono stati tantissimi vincitori di Wimbledon che hanno chiuso il loro percorso con 21-1, cose di quel tipo, ma non infilando un filotto di 20 set di fila, consecutivi. Questi numeri sono la testimonianza della grandezza di questo ragazzo, che ieri quando contava ha alzato l’asticella in maniera scientifica. Quanti punti realizza Djokovic nel primo set in risposta? Un paio, non ha proprio la speranza. Sei in tutta la partita, 88% di punti realizzati con la prima, è vero che ieri mi pare serva il 62% di prime, ma è difficile giocare contro uno che ti propone quei numeri, e dall’altra parte del campo aveva l’avversario che verosimilmente viene considerato, nonostante la veneranda età, il migliore in risposta, ancora oggi comunque uno dei migliori. Guido Monaco è stato estremamente lucido nella valutazione del percorso di Djokovic, che è stato un percorso a 5 stelle, perché Djokovic si sbarazza del numero 3 del tabellone, perde poi dalla testa di serie numero uno, ci può stare. Ovviamente l’età ha un suo peso, la stanchezza, tutto quello che si voglia, ma lui stesso ha dimostrato estrema onestà in conferenza stampa dicendo ‘Io sono un livello o due sotto quel tipo di giocatore lì, che fondamentalmente è quello che sono io proiettato 15 anni più avanti’, e ieri effettivamente andando a valutare l’andamento della partita Il risultato è anche un po’ bugiardo perché parliamo di un triplice 6-4 che poteva essere altro“.
Gli altri aspetti da valutare: “C’è comunque un filo conduttore con le partite precedenti, e cioè Jannik, tra i giocatori che sono arrivati ai quarti di finale, poi in semifinale, e poi in finale, è quello che ha avuto a disposizione più palle break, quindi vuol dire che non è vero che si sia vista una versione spenta, debole, non preparata di Sinner, non è proprio così. È vero che ne sta concretizzando poche, perché anche ieri poi chiude con un 3 su 13 e che il totale del torneo sia un 23 su 64, ma 64 palle break non le ha avute a disposizione il bravo Zverev, che ne ha convertite pure una ventina anche lui, questo per farvi capire che ogni tanto andando a vedere i numeri si capisce che poi la realtà è diversa da quella che si percepisce guardando le partite. Alla fine onestamente la partita più dura che affronta Sinner è quella con Struff, perché effettivamente come spesso diciamo di tanti avversari, scende in campo sapendo di non avere niente da perdere e quindi ha tirato tutto quello che poteva a tutta, partendo da un servizio che viaggia tra 215 e 225 km/h nella norma, e quindi un giocatore così è veramente difficile affrontare, però ne è venuto fuori. Quindi al di là del ranking dei giocatori affrontati dal primo turno fino ad arrivare alla semifinale, ci sono stati tennisti con caratteristiche diverse, qualcuno oggettivamente erbivoro, qualcuno meno, eccetera, ma alla fine Sinner è sempre venuto fuori in maniera egregia, non chiediamogli però se 6-0 6-1 6-1 sempre e comunque, perché non funziona così questo gioco, ci sono anche gli avversari che possono essere nella migliore giornata, tu magari non sei al top della condizione“.
Sulla data del possibile rientro di Alcaraz: “Alcaraz potrebbe anche rientrare a Cincinnati? Io penso di no, ma tutto quel periodo di inattività, e la partita di Sinner con Kecmanovic lo insegna, non è facile da affrontare, hai tanta ruggine da smaltire e prendererà il rischio di rientrare a Cincinnati? Non lo so. Io penso che forse lo rivedremo in occasione della Laver Cup, che è un impegno più ovattato per certi versi, ma avrebbe un senso. Per il resto non possiamo dire di più. Abbiamo visto il perché Sinner sia numero uno al mondo da tanto tempo ed è destinato a rimanerci a lungo, perché quando conta trova le soluzioni. Nel torneo siamo arrivati a 113 ace, che per Sinner è qualcosa di spropositato, la media è di quasi 6 a set. Djokovic arriva una volta ai vantaggi su 15 giochi in risposta, una volta ha una palla break e gli viene cancellata con un ace alla T, che cosa vuol dire quindi, non è solo il tennis, è la forza mentale che quando lui sta bene fisicamente riesce a mettere in campo, e se parti da questo pacchetto, il tennis, i miglioramenti che ci sono stati su alcuni aspetti del gioco, vedi il servizio, e aggiungi la forza mentale, ti trovi al cospetto di un giocatore veramente difficile da battere, anche perché quando ha perso in tempi più recenti c’è sempre stato qualcosa. Con Cerundolo sostanzialmente sviene, con Griekspoor la stessa cosa, con Djokovic quella partita particolare di Melbourne andrebbe approfondita, però anche lì succedono cose prima che fanno sì che non arrivi al top. Le sconfitte con Alcaraz in America sono la stessa roba, a Parigi era al top, senza dubbio, ha trovato uno che l’ha battuto in battaglia, che si chiama Carlos Alcaraz, l’altra faccia della medaglia, il vero alter ego di Jannik Sinner“.