Los Angeles 2028
Ambesi: “Difficoltà evidente con il calendario. Vogliamo andare avanti con il tennis alle Olimpiadi?”
Nella puntata di TennisMania andata in onda sul canale YouTube di OA Sport, condotta da Dario Puppo, è intervenuto Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport, che ha analizzato il problema che si affronterà a Los Angeles 2028, con la sovrapposizione del torneo di tennis olimpico con quello di Wimbledon.
La mancanza di soluzioni per conciliare i calendari ATP e WTA con il programma olimpico: “Il problema è sempre legato alla difficoltà, che è evidente, sotto gli occhi di tutti, nel riuscire a stilare il calendario, perché c’è chi dice che sia colpa del CIO, c’è chi risponde che sia colpa del mondo del tennis perché le date si sapevano prima. In realtà mettetevi a tavolino e cercate la soluzione. Purtroppo trovare la soluzione non è semplice, perché se inizi il torneo di tennis la seconda settimana, poi ricadi su altri tornei che ci sono dopo.
Il precedente delle Olimpiadi del 2024: “Era iniziato il torneo di Parigi, c’era gente che giocava la finale ad Umago che poi ha conquistato anche la medaglia a Parigi, figuriamoci. Quanti ritiri dell’ultimo momento ci sono stati a Parigi, vi ricordate? Dovevano prendere la gente per strada per fargli fare il singolare, hanno dovuto utilizzare giocatori che erano lì per il doppio e che quindi hanno preso parte ai primi turni di singolare, qualcuno ha anche vinto partite“.
Il cuore del problema: “Allora la domanda da porsi è questa qui: vogliamo andare avanti con il tennis alle Olimpiadi? Dopodiché è possibile avere un dialogo serio e concreto tra il CIO da una parte, le varie federazioni sportive dall’altra, perché questo caso del tennis è eclatante, ma ci sono altri sport che vivono la medesima situazione, non è che il ciclismo versi in acque differenti. Credo che la riflessione parta da qui. Ahimè, questi calendari del tennis, del ciclismo, sono ricchi di eventi in quel periodo, e giocoforza devi trovare una soluzione, perché sennò è meglio rinunciare, poi il ciclismo fa parte dei Giochi Olimpici da una vita, però è vero che i professionisti ci sono da meno rispetto al percorso lunghissimo che inizia gli albori delle Olimpiadi o quasi, la riflessione è questa“.
La volontà di trovare una soluzione per una manciata di atleti che arriverà in fondo a Wimbledon: “Il discorso parte tutto da lì, cioè chi ha potere si deve sedere a un tavolo e trovare una soluzione, ammesso e non concesso che ci sia, però se non c’è, è ovvio quello che si vedrà tra un paio d’anni, poi è anche vero che il problema riguarda quella ristretta élite che arriverà ad affrontare i quarti di finale, però è chiaro che tra quegli otto da una parte e dall’altra ci saranno giocatori di altissimo livello, per cui è lì che porti la riflessione, così ha senso“.
Una riflessione sarà giocoforza necessaria in tal senso: “È ovvio che con Los Angeles si toccherà il punto limite, poi chi di dovere dovrà sedersi ad un tavolo per ragionare, ma ripeto, ci sono passati anche altri sport di massa, il ciclismo è tale, poi è chiaro che gli sport faro dei Giochi Olimpici sono altri, non è il tennis, perché i protagonisti sono i fuoriclasse dell’atletica e del nuoto, che con tutto il rispetto per Sinner e compagnia, metto davanti quando si parla di Giochi Olimpici“.