Tennis
Wimbledon 2026, i tabelloni di Sinner e Zverev a confronto. Gli avversari turno per turno
Sorge inevitabile, al termine della procedura del sorteggio del tabellone di singolare maschile a Wimbledon 2026, una domanda. A chi è andata meglio, Jannik Sinner o Alexander Zverev? Ovviamente non esiste una risposta definitiva, ma si può provare a verificare chi, turno per turno, si ritrova con una situazione potenzialmente migliore. Chiaramente è tutto sempre più aleatorio con l’avanzare della situazione, visto che per arrivare in finale si devono vincere sei incontri.
Primo turno
Jannik Sinner contro Miomir Kecmanovic, Alexander Zverev contro Alexander Blockx. Il sorteggio apparentemente avvantaggerebbe l’italiano, ma sono ancora tutte da verificare le condizioni del belga avversario del tedesco, che dopo il Roland Garros abbandonato per un problema a una caviglia non è più sceso in campo. Per entrambi precedenti positivi con il rispettivo avversario. In sostanza, nessuno dei due dovrebbe avere problemi reali. Parità.
Secondo turno
Jannik Sinner contro Nuno Borges o Tristan Boyer, Alexander Zverev contro Valentin Royer o Harry Wendelken. Indubbiamente qui è andata meglio al tedesco, o meglio lo è nel caso in cui Borges battesse Boyer, in quanto il portoghese è avversario in decisa forma e con un bel percorso a Maiorca proprio questa settimana. Attenzione: non è che Sinner uscirebbe certamente contro Borges, è che si tratta di un avversario mai banale. Diversamente, sia il francese che la wild card britannica non darebbero problemi a Zverev.
Terzo turno
Dato l’ampliarsi dei nomi, qui si cambia impostazione e diamo un leggerissimo vantaggio a Sinner. Si ritorna in quella zona piena di avversari che non destano particolari impressioni, almeno per quanto riguarda Jannik, che non è destinato ad avere problemi contro Vukic, Brooksby, Nava o Buse, insomma chiunque sia di là dalla rete. Zverev potrebbe avere qualche grattacapo in più se ci fosse Moutet più di altri, se non altro per la totale imprevedibilità del francese. In giro ci sarebbe anche Matteo Arnaldi, ma questo è lo Slam peggiore del sanremese almeno fino a oggi.
Ottavi di finale
Ancora vantaggio Sinner, magari non epocale, ma sempre vantaggio. A meno che Shapovalov ritrovi improvvisamente una condizione che, al momento, risulta semplicemente dispersa chissà dove. In quel caso qualche problema potrebbe nascere, anche considerando che l’ex semifinalista proprio agli US Open un set a Sinner l’ha tolto. Da tenere d’occhio anche Luciano Darderi, anche se ha un sorteggio pericoloso con l’americano e in forma Ethan Quinn. In basso, invece, per Zverev è difficile dire se ci siano reali ostacoli, perché Lehecka ha sì un ottavo, ma nel 2023; di contro, c’è Francisco Cerundolo che ha vinto il Queen’s. In barba a chi definiva l’argentino uno poco abile sull’erba.
Quarti di finale
Discorso complicato in questa fattispecie. Sinner, di base, può aspettare di capire la propria situazione. Con due scontri come Ruud-Hurkacz (e il polacco favorito) e Cilic-Medvedev in sede di primo turno, ce n’è solo uno che ci può guadagnare: Tommy Paul, dal momento che l’americano sui prati sa come si gioca. E, particolare non insignificante, è proprio qui che, nel 2022, ottenne il suo unico successo su Jannik. Per Zverev, ove riuscisse per la prima volta ad andare oltre il secondo lunedì, di problemi ce ne possono essere fondamentalmente quattro: il vincitore di Fritz-Draper (e, attenzione, il britannico ha lanciato buoni segnali), Tiafoe, Bublik se si divincola dalle trappole disseminate in giro. Tendenzialmente c’è favore per Sinner, dati gli stati di forma degli avversari, ma è una valutazione che può cambiare.
Semifinale
Ovviamente qui tutto ruota attorno a dov’è Novak Djokovic. E, siccome è dalla parte di Sinner, è inevitabile ritenere questo un “vantaggio Zverev”. Però è sempre da vedere se il serbo ci arriva fino al penultimo atto. Le carte in regola le ha, ma il maggiore ostacolo tra tutti è Felix Auger-Aliassime (e il canadese, attenzione, ha già mostrato di essere giocatore capace sull’erba). In basso, invece, per Zverev può accadere di tutto, qualora giungesse al penultimo atto: de Minaur, Cobolli, Berrettini in forma, Shelton. E tre di questi quattro, ultimamente o forse non necessariamente ultimamente, tendono a dargli fastidio.