Wimbledon
Wimbledon 2026, i pronostici di Bottadiculo: Sinner vuole il bis ma arriva da un’estate di domande senza risposta
Parte lunedì 29 giugno la 139ª edizione di Wimbledon. Finale il 12 luglio, montepremi salito a 64,2 milioni di sterline, tabellone già segnato da due assenze che cambiano molto: Carlos Alcaraz, due volte campione consecutivo prima del titolo di Sinner nel 2025, è fuori per una tenosinovite al polso destro. Lorenzo Musetti, che al Roland Garros stava disputando forse il torneo della svolta, si è fermato per un problema muscolare. Il torneo che si presenta sull’erba dell’All England Club è il più aperto degli ultimi anni, almeno sulla carta.
Sinner: il campione che non sa ancora come reagirà
Jannik Sinner arriva a Wimbledon da numero 1 del mondo e campione in carica, con una quota antepost tra 1,60 e 1,70 che non si avvicina al raddoppio su nessun bookmaker.
Il problema è che Sinner stesso, in conferenza stampa sabato mattina, ha usato parole che non sono esattamente quelle di un dominatore sereno. Sul lavoro svolto dopo il malore di Parigi: «Dal punto di vista fisico abbiamo cambiato qualcosa: una sessione molto più lunga sia in palestra che in campo, abbiamo fatto tutto insieme senza pause per sentire tante cose. Vediamo come reagisco in campo». Non vedremo i risultati ora, ha precisato. È un processo lungo.
Il Roland Garros aveva lasciato uno strascico di interrogativi. Sinner era avanti due set a zero contro Cerundolo jr quando un malore lo ha fermato: ha perso al quinto dopo settimane di esami e di silenzio mediatico. Ha scelto di non alimentare polemiche neanche sulle questioni del prize money, argomento caldo in questi giorni tra i giocatori: «Ne abbiamo parlato tanto. Io sono qui per parlare di tennis». Focalizzato, schermato, ma con qualcosa da dimostrare anche a se stesso.
Al primo turno trova Miomir Kecmanovic, numero 51 del ranking: precedenti 4-0 per l’altoatesino, compreso un 6-1 6-4 6-2 sull’erba di Wimbledon nel 2024. Poi nel percorso figurano potenzialmente Nuno Borges al secondo turno, un ottavo contro Jodar o Darderi, Medvedev ai quarti. In semifinale, se il tabellone rispetta le gerarchie, c’è Djokovic. Chi volesse approfondire le quote sui singoli incontri, su Bottadiculo.it può trovare pronostici sul tennis e analisi aggiornate turno per turno per tutta la durata dei Championships.
Djokovic: «Arrivo al picco della forma. Non ho mai sentito tanto caldo in 20 anni a Londra»
Novak Djokovic insegue il 25° Slam e l’ottavo titolo a Wimbledon, che gli permetterebbe di eguagliare Roger Federer in quella specifica classifica. A 39 anni, con una spalla che lo ha tenuto fuori per mesi, ha scelto di pianificare tutta la stagione in funzione di questa fortnight. Al Roland Garros era andato fuori al terzo turno, ma lo sapeva: «Avevo programmato di arrivare al picco a Wimbledon. Il Roland Garros è stato molto impegnativo fisicamente, le mie partite sono durate quasi quattro ore l’una. Sapevo che sarebbe stato difficile giocare subito lì senza partite ufficiali. Ma dopo avrei avuto più tempo per prepararmi qui».
In conferenza stampa si è presentato con un tono diverso rispetto a Parigi. «Credo di essere più preparato qui rispetto al Roland Garros. Giocare sull’erba richiede meno sforzo fisico rispetto alla terra battuta. Ho un ottimo palmarès e una ricca storia qui, e questo mi dà fiducia».
C’è anche la questione del caldo, che in questi giorni ha investito Londra in modo anomalo. Djokovic è stato tra i più precisi nel descrivere cosa significa giocare con temperature record sull’erba: «Qualsiasi cambiamento di temperatura influenzerà la superficie. Quando fa molto caldo, l’erba si ammorbidisce, la palla rimbalza di meno. Le palline con il calore diventano più pesanti, più pelose. Bisogna adattare i movimenti più che su qualsiasi altra superficie». Ha poi aggiunto che le temperature dovrebbero scendere all’inizio del torneo. Quota antepost intorno a 7,50.
Zverev: il tabellone più libero, la storia peggiore
Alexander Zverev è nella parte bassa del draw, quella senza Alcaraz e senza Sinner. Viene da un Roland Garros vinto, Slam finalmente conquistato dopo anni di avvicinamenti e delusioni. Sulla carta ha il percorso più pulito verso la finale. Il problema è che Wimbledon è l’unico Major dove non è mai andato oltre gli ottavi, in nove partecipazioni. La tendenza a restare sulla linea di fondo gli costa punti su questa superficie più che su qualsiasi altra. Quota antepost intorno a 11,00-12,00.
Se dovesse uscire dal secondo lunedì per la prima volta, il percorso in semifinale potrebbe prevedere de Minaur, Cobolli o Berrettini: tre avversari che negli ultimi tempi gli hanno creato più di un problema.
Shelton, Berrettini, Draper: le variabili
Ben Shelton è testa di serie numero 4, ha vinto a Stoccarda sull’erba e il suo servizio su questa superficie diventa qualcosa di difficilmente gestibile. Negli Slam ha quasi sempre trovato Sinner o Alcaraz nei momenti decisivi: senza lo spagnolo, lo scenario cambia. Quota intorno a 20,00-21,00.
Matteo Berrettini è l’incognita più intrigante. Nel 2021 arrivò in finale proprio qui, e sull’erba il suo tennis si esalta per ragioni strutturali: servizio devastante, diritto piatto a un’altezza ideale. Al Roland Garros sembrava tornato, poi il solito ritiro muscolare ai quarti. Se quel problema è alle spalle, la quota antepost tra 36,00 e 50,00 racconta un’opportunità. Esordisce contro Stan Wawrinka, all’ultima stagione da professionista. Una finale italiana tutta Sinner-Berrettini è tra gli scenari che diversi analisti considerano possibili.
Jack Draper vale un discorso a parte. È scivolato al numero 158 del ranking per via degli infortuni, ma la wild card ricevuta dagli organizzatori racconta le aspettative che pesano ancora su di lui. Torna in campo dopo tre mesi di stop. Al primo turno trova Taylor Fritz, testa di serie numero 6. Se Draper stesse davvero bene, sarebbe già uno degli incroci più difficili del primo lunedì.
Il femminile: Sabalenka, Rybakina e il ritorno di Serena
Aryna Sabalenka parte favorita con quote tra 4,00 e 4,50, ma Wimbledon non le ha ancora dato un titolo. Elena Rybakina, campionessa nel 2022, è la specialista più accreditata dell’erba nel circuito: quota tra 5,00 e 7,50. Iga Swiatek, quotata tra 6,00 e 9,00, non ha mai vinto qui e l’erba rimane la superficie su cui il suo tennis perde più terreno rispetto alle avversarie.
Il nome che fa parlare tutta Londra è però Serena Williams, che torna in campo con una wild card a 44 anni, quasi quattro anni dopo l’ultima partita di singolare. Djokovic, che la incrocia in palestra ogni giorno, l’ha descritta così: «La vedo in palestra, ci passa più tempo di me. Quello che sta facendo è epico. Merita ogni applauso che riceverà». Al primo turno gioca contro la 20enne australiana Maya Joint, nata nel 2006, quando Serena aveva già vinto Wimbledon due volte. Jasmine Paolini, testa di serie numero 13 e finalista qui due anni fa, esordisce contro la qualificata americana Robin Montgomery.
Il punto
Sinner parte favorito netto, su questo il mercato non lascia dubbi. Ma arriva con qualcosa che non aveva nelle ultime stagioni: un punto interrogativo fisico che lui stesso non ha nascosto. Djokovic ha pianificato tutto per queste due settimane. Zverev ha il tabellone migliore della carriera a Wimbledon. Berrettini ha un’occasione concreta se il fisico regge.
Wimbledon inizia lunedì. Le risposte arriveranno sull’erba.