Tennis

Wimbledon 2026, i favoriti: Sinner per confermare lo scettro, Zverev per sfatare l’allergia all’erba

Federico Rossini

Pubblicato

il

Jannik Sinner / LaPresse

Jannik Sinner, inutile dirlo, è il favorito più logico possibile per tentare un bis che, a Wimbledon, è riuscito a pochi in maniera consecutiva. In Era Open si sono visti Rod Laver, John Newcombe, Bjorn Borg, John McEnroe, Boris Becker, Pete Sampras, Roger Federer, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz compiere questo passo, e prima ancora Roy Emerson, Lew Hoad, Don Budge e Fred Perry. Il tutto, naturalmente, calcolato dopo la fine del Challenge Round, con il quale fino al 1921 il vincitore dell’anno precedente ha potuto disputare il solo ultimo atto.

L’italiano arriva per buona misura con un solo scopo: quello di riprendersi il ruolo di protagonista che al Roland Garros si è visto improvvisamente togliere al secondo turno. Le buone premesse, a partire dalle 14:30 del 29 giugno, ci saranno tutte. E per Jannik questo è un momento importante: è ancora a secco di Slam, la stessa situazione che visse Roger Federer nel 2005 che pure fu uno dei suoi anni più dominanti in carriera.

Dietro di lui, abbonda il numero di giocatori che intende dargli particolare fastidio. Ci sarebbe Alexander Zverev, che negli anni ha sì saputo mostrare buone cose sull’erba, ma a Wimbledon si è sempre “piantato” agli ottavi di finale o prima, spesso per mano di giocatori ben più che capaci sui prati e non solo (giusto per dire qualche nome dal 2016 a oggi tra terzi e quarti turni: Berdych, Raonic, Gulbis, Auger-Aliassime, Berrettini, Fritz). E nel 2025 è addirittura uscito al primo turno, al quinto set, per mano del francese Arthur Rinderknech. Bisognerà capire se, da martedì, ci sarà per lui una storia diversa, volendo anche con un tabellone in grado di dargli più fortuna.

In tutto questo, qualcuno che è ancora a caccia quasi di un’idea fissa, un’ossessione, un ultimo squillo, c’è. Novak Djokovic, a 39 anni, insegue ancora quel sogno che è andato vicino a realizzare agli Australian Open e che, invece, è rimasto (molto) lontano al Roland Garros. C’è però un problema: per lui dipenderà tutto dal tabellone. Lo status di testa di serie numero 7 lo pone sostanzialmente in condizioni di dipendenza da molti fattori, in primis ciò che accadrà nel sorteggio.

Ci sono poi gli altri. Anzi, un altro: Taylor Fritz, che l’anno scorso è andato a pochissimo dal portare Alcaraz al quinto set in semifinale. E, sui prati, sa bene come muoversi (e come, ad esempio, mettere fuori causa Zverev, nel caso). Delle prime teste di serie, serve considerare poi le chance sia di Ben Shelton che di Daniil Medvedev più che di Felix Auger-Aliassime, anche se tanto l’americano quanto il russo e il canadese sanno di poter avere chance di arrivare molto avanti.

Exit mobile version