Tennis
Wilander avverte: “Sinner non è così favorito a Wimbledon, Djokovic per il 25° Slam”
Con Wimbledon ormai alle porte, qualificazioni archiviate e tabellone principale pronto a partire lunedì, il torneo sull’erba londinese si prepara, come spesso accade, a ribaltare gerarchie e pronostici. A sottolinearlo è l’analisi di Mats Wilander, protagonista di una lunga intervista concessa ad Aurelia Mounier, nella quale ha delineato un quadro tutt’altro che scontato della stagione sull’erba.
Secondo Wilander, Wimbledon resta un torneo dove l’imprevedibilità è strutturale, anche se con dinamiche diverse rispetto al Roland Garros: “Mi aspetto che ci siano parecchie sorprese a Wimbledon. Forse non tante quanto al Roland Garros, ma sull’erba possono sempre succedere upset inattesi. Ci sono meno giocatori che sanno giocare davvero bene su questa superficie, quindi può capitare che uno sconosciuto batta uno dei migliori al mondo. Allo stesso tempo, tra i favoriti come Jannik Sinner, Novak Djokovic, Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina, penso che ci siano meno giocatori in grado di batterli“.
Un paradosso tipico dei Championships: meno specialisti, ma più rischio di scivoloni contro avversari poco attesi. Nel delineare la corsa al titolo, l’ex campione svedese ridimensiona le certezze su alcuni nomi e rilancia invece il peso dell’esperienza. “Non credo che Sinner sia così favorito sull’erba. Djokovic invece sa perfettamente come si gioca su questa superficie, e questa potrebbe essere la sua migliore occasione per vincere il 25° Slam. Zverev arriverà con fiducia e probabilmente più rilassato, magari più aggressivo. In generale però il vincitore è incerto. Su erba servono esperienza e conoscenza della superficie. I grandi nomi dovrebbero andare avanti, ma subito dietro (giocatori come Fritz o Shelton), c’è più spazio per sorprese rispetto ad altre superfici“.
Uno dei temi più delicati riguarda la scelta di Sinner di non disputare tornei preparatori sull’erba. “I primi due o tre turni sono pericolosi, perché non sai come giocherai subito in uno Slam.
Se però supera la prima settimana, diventa ancora più favorito. I migliori sanno allenarsi bene e simulare le partite, ma resta rischioso arrivare senza match su quella superficie. È curioso: sulla terra tutti direbbero che è una preparazione pessima, ma sull’erba se ne parla meno. Quindi sì, Sinner, Djokovic e Zverev possono essere vulnerabili all’inizio, ma poi diventano difficilissimi da battere“.
Infine, lo sguardo si sposta su Novak Djokovic e sulla sua caccia al 25° Slam, letta da Wilander anche in chiave mentale. “Penso che Novak si stia godendo il tennis più adesso di quanto lo abbia mai fatto prima. Credo anche che sia più rilassato fuori dal campo. Ho l’impressione che senta meno pressione, anche se sta inseguendo il 25° titolo del Grande Slam. Mi sembra più sereno anche in campo, perché in fondo… cosa può andare storto? Ha avuto una carriera incredibile, probabilmente è il miglior giocatore di tutti i tempi, uomini o donne, almeno guardando le statistiche. Quindi, per qualche motivo, sarà più rilassato. Ma questo lo aiuta davvero a giocare abbastanza bene da vincere uno Slam? Perché serve intensità, e più sei rilassato in campo, di solito, meno giochi con intensità. Penso che questo atteggiamento lo aiuti quando affronta Sinner, Zverev o gli altri migliori giocatori del mondo. Credo che la mentalità rilassata sia un vantaggio in quei casi, ma non sono sicuro che lo aiuti nelle fasi iniziali del torneo. Lì serve quell’intensità che aveva una volta“.