Tennis
Wawrinka lancia l’allarme sul tennis: “Il vero problema non sono i soldi”
Ospite del podcast First&Red, Stan Wawrinka ha ripercorso alcuni passaggi significativi della propria carriera e si è soffermato su diverse questioni che riguardano il presente del tennis professionistico. Il tre volte campione Slam, che ha già annunciato l’intenzione di chiudere la propria carriera al termine della stagione, ha commentato anche il dibattito nato attorno alla richiesta di alcuni giocatori di ottenere una quota maggiore dei ricavi generati dai tornei del Grande Slam.
Sul tema, lo svizzero ha precisato di non essere direttamente coinvolto nella discussione, spiegando: “Non sono coinvolto; non ne ero al corrente, forse perché mi ritirerò alla fine dell’anno, forse perché non sono abbastanza forte da essere coinvolto. Quindi leggo la stampa come tutti gli altri e mi tengo informato su ciò che accade“.
Pur senza schierarsi apertamente, Wawrinka ha riconosciuto la rilevanza della questione, sottolineando la complessità degli equilibri che regolano il circuito: “Penso che sia un argomento importante. Il tennis ha una struttura complessa: è un sistema complesso tra i tornei del Grande Slam, l’ITF, l’ATP e la WTA. Per questo è difficile mettere tutti d’accordo e trovare una soluzione che sia positiva per il tennis nel suo insieme“.
Secondo l’ex numero 3 del mondo, il confronto sugli introiti riflette interessi spesso divergenti tra le diverse componenti del movimento. “Ognuno vuole la sua fetta di torta, direi. E vale anche per i giocatori: un top 10 non ha gli stessi bisogni e le stesse aspettative del numero 100 del mondo. Credo che questo tema esistesse già vent’anni fa, e persino prima del mio arrivo nel circuito“, ha osservato, evidenziando come il dibattito sulla distribuzione delle risorse sia una costante che accompagna il tennis da decenni.
Tuttavia, per Wawrinka la vera emergenza da affrontare non riguarda tanto la ripartizione dei profitti quanto l’organizzazione della stagione agonistica. Lo svizzero ha infatti spostato l’attenzione su un aspetto che considera prioritario per il futuro del circuito: “Penso che oggi il tennis abbia un problema ancora più importante: il calendario“.
A suo giudizio, la densità degli impegni sta incidendo in maniera sempre più evidente sulla tenuta fisica degli atleti. “Nella nuova generazione ci sono molti giocatori infortunati tra i primi 20 e i primi 30 del mondo, e credo che il calendario sia troppo fitto, troppo complesso e troppo complicato. Costringe i giocatori a disputare quasi tutti i tornei. La cosa più importante sarà risolvere questo problema“, ha concluso.