Pallavolo
Volley femminile, l’Italia chiude la Week 2 contro il Giappone: sfida tra due candidate alle Finals
L’Italia chiude la seconda settimana di Volleyball Nations League 2026 con un’altra partita di altissimo livello. Dopo Cechia, Serbia e Stati Uniti, alla PhilSports Arena di Pasig City arriva il Giappone, squadra ancora imbattuta nella competizione e capace finora di confermarsi tra le formazioni più continue, organizzate e difficili da affrontare dell’intera fase intercontinentale. Per le azzurre di Julio Velasco sarà un test molto diverso rispetto a quello perso contro gli USA: meno fisicità pura, ma molta più velocità di gioco, qualità difensiva, intensità negli scambi e capacità di tenere vivo ogni pallone.
L’Italia si presenta all’ultima sfida della week filippina con un bilancio di cinque vittorie e due sconfitte, ancora pienamente in corsa per le Finals di Macao, ma con la necessità di ritrovare immediatamente continuità di rendimento dopo il 3-0 incassato contro gli Stati Uniti. La sfida con le americane ha lasciato sensazioni contrastanti: da una parte un primo set combattuto punto a punto e la conferma di poter competere contro una squadra di altissimo livello, dall’altra alcune difficoltà emerse in ricezione, attacco e gestione dei momenti chiave dell’incontro.
Il percorso nelle Filippine era iniziato nel migliore dei modi con il netto 3-0 alla Cechia, una gara che aveva restituito indicazioni molto positive sul ritorno di Sarah Fahr, sull’ottimo impatto di Josephine Obossa e sulla crescita di un gruppo che continua ad allargare le proprie rotazioni. Contro la Serbia era poi arrivata una vittoria preziosissima, costruita attraverso due set dominati, un passaggio a vuoto che aveva riportato in partita le balcaniche e un tie-break gestito con carattere, lucidità e personalità. Anche nella sconfitta con gli USA non sono mancati segnali incoraggianti, grazie al contributo di Adigwe, Fahr, Omoruyi, Nervini e Obossa, tutte protagoniste di un percorso di crescita evidente.
La sfida con il Giappone rappresenta dunque un vero e proprio esame di maturità. Velasco ha ribadito più volte che questa Nations League deve servire anche a costruire il futuro, sperimentare nuove soluzioni e aumentare il numero di giocatrici pronte a reggere il palcoscenico internazionale. Proprio per questo il confronto con le nipponiche arriva nel momento ideale: il Giappone è una squadra che costringe le avversarie a giocare con ordine, pazienza, precisione e continuità, qualità che spesso fanno la differenza ai massimi livelli.
La formazione guidata da Ferhat Akbas ha fin qui costruito un cammino praticamente perfetto. Nella prima settimana ha superato Francia, Ucraina, Germania e Canada, mentre a Pasig City ha aggiunto al proprio bottino le vittorie contro Serbia e Cechia, restando ancora senza sconfitte. Il successo contro le serbe, ottenuto al termine di una maratona chiusa al tie-break, ha evidenziato tutta la solidità mentale della squadra asiatica, mentre il successivo 3-0 contro la Repubblica Ceca ha mostrato un gruppo capace di dominare anche quando la partita richiede maggiore controllo tattico e gestione dei ritmi.
Dal punto di vista tecnico il Giappone resta una delle nazionali più riconoscibili del panorama mondiale. La sua identità si basa su ricezione impeccabile, difesa aggressiva, velocità di esecuzione e distribuzione offensiva estremamente varia. In cabina di regia c’è Nanami Seki, ben conosciuta nel campionato italiano, capace di imprimere un ritmo elevatissimo alla manovra e di coinvolgere continuamente tutte le attaccanti. Attorno a lei ruotano giocatrici come Mayu Ishikawa, Yoshino Sato e Yukiko Wada, interpreti perfette di un sistema che fa della tecnica e dell’intelligenza tattica le proprie armi principali.
Per l’Italia sarà fondamentale evitare di trasformare la partita in una rincorsa continua. Contro gli Stati Uniti le azzurre hanno sofferto alcuni passaggi a vuoto che hanno consentito alle avversarie di prendere fiducia. Contro il Giappone questo rischio potrebbe essere ancora più pericoloso, perché le asiatiche sono maestre nel trasformare la difesa in contrattacco, nel prolungare gli scambi e nel mettere pressione psicologica alle avversarie attraverso la propria organizzazione.
Un tema centrale sarà anche il confronto tra il muro italiano e la rapidità offensiva giapponese. Le azzurre hanno mostrato ottime cose in questo fondamentale, soprattutto contro la Serbia, ma contro il Giappone non basteranno centimetri e fisicità. Serviranno letture corrette, timing perfetto e grande disciplina tattica. In questo senso il contributo di Fahr, Nwakalor e Meli potrebbe risultare determinante.
In attacco l’Italia dovrà ritrovare quella fluidità vista nei momenti migliori della settimana. Ekaterina Antropova resta il principale terminale offensivo della squadra, ma Velasco ha dimostrato di poter contare anche sulle soluzioni offerte da Obossa, Adigwe, Omoruyi e Nervini. Contro una squadra che difende come il Giappone sarà fondamentale alternare potenza, pazienza, colpi intelligenti e gestione delle traiettorie, evitando di cadere nella trappola di forzare ogni pallone.
La posta in palio è importante. Per l’Italia una vittoria significherebbe chiudere la week con un bilancio estremamente positivo e fare un altro passo verso le Finals di Macao. Per il Giappone, invece, rappresenterebbe l’occasione per confermare la propria imbattibilità e consolidare ulteriormente il ruolo di protagonista della competizione.
L’alzatrice titolare della squadra di Ferhal Akbas è una conoscenza del campionato italiano, Nanami Seki, 27 anni passata lo scorso anno da Conegliano a Busto Arsizio, dove giocherà anche in questa stagione. Al suo fianco, e spesso chiamata in causa dal tecnico turco, Tsukasa Nakagawa, 25 anni, in forza ai NEC Red Rockets Kawasaki. L’opposta titolare è il nuovo acquisto di Busto Arsizio, Yukiko Wada, 24 anni, ex NEC Red Rockets Kawasaki.
Nutrito il lotto delle schiacciatrici-ricevitrici che possono tranquillamente giocare anche in zona 2. Le titolari sono la più “italiana” delle giapponesi, Mayu Ishikawa, prima a Firenze e poi lo scorso anno a Novara, in procinto di trasferirsi in Turchia all’Eczacıbaşı Dynavit e l’ultima arrivata in casa Numia Milano, Yoshino Sato, 25 anni, fino alla scorsa stagione in forza al NEC Red Rockets Kawasaki. Pronte a subentrare ci sono Hinata Shigihara, 25 anni, bandiera del Queenseis Kariya, Ayane Kitamado, 22 anni, da cinque stagioni al SAGA Hisamitsu Springs e la ventenne Miku Akimoto, dallo scorso anno in Europa, nello specifico in Germania, nelle file del Dresdner SC 1898.
Le centrali titolari sono Haruyo Shimamura, 34 anni, che lo scorso anno ha lasciato dopo 15 stagioni i NEC Red Rockets Kawasaki per trasferirsi in Corea del Sud allo Gwangju Pepper Savings Bank AI PEPPERS e Nichika Yamada, 25 anni, bandiera del NEC Red Rockets Kawasaki (decima stagione). In panchina c’è Ayaka Araki, alla settima stagione al SAGA Hisamitsu Springs e Miina Inoue, 20 anni, da due stagioni al SAGA Hisamitsu Springs. I liberi sono Satomi Fukudome, 29 anni, tornata in Giappone dopo l’esperienza di Milano per giocare nel Victorina Himeji e Mana Nishizaki, 24 anni, punto di forza dell’Osaka Marvelous.