Golf
US Open golf 2026: il percorso e le 18 buche ai raggi X
La settimana dello U.S. Open è ufficialmente alle porte. La 126esima edizione del major andrà in scena da giovedì 18 a domenica 21 sui fairway dello Shinnecock Hills Golf Club di Southampton, New York, dove il torneo ritorna dopo una pausa di 8 anni (l’ultima edizione ospitata proprio qui fu nel 2018). L’anno scorso, ad Oakmont, vinse J.J. Spaun che quest’anno si presenta con una vittoria, al Valero Texas Open, e altre 2 top 10.
Presenti ovviamente in gara tutti i migliori golfisti al mondo. A partire dal nordirlandese McIlroy, che di U.S. Open ne ha vinto “solo” uno nel 2011, passando per Scottie Scheffler, che giocherà questa settimana per chiudere l’en plein e portare a casa l’unico trofeo major che gli manca, arrivando fino a Bryson DeChambeau (2 volte U.S. Open winner nel 2020 e nel 2024), Tommy Fleetwood, Rickie Fowler, Brooks Koepka e Ben Griffin. Torneranno in campo per l’evento anche Jon Rahm e Justin Thomas.
A prendere parte al torneo organizzato a Long Island ci sarà anche un po’ di Italia. Filippo Celli si è qualificato al termine di una giornata organizzata al Walton Heath Golf Club di Walton on the Hill, Inghilterra, al major, riportando così il tricolore in uno degli eventi golfistici più importanti del panorama internazionale.
Il percorso, un par 70 di 7,440 yards (6.803 metri) si compone così:
Buca 1 – par 4, 360 metri. Due bunker sul lato destro di questo dog-leg a destra faranno da magnete per coloro i quali vorranno tagliare e attaccare fin dalle primissime battute. La buca, tuttavia, risulta abbastanza facile rispetto al resto del percorso quindi già qui si vedranno dei birdie.
Buca 2– par 3, 230 metri. Il par 3 più lungo del percorso, in salita e con un green ostico. Già un bel banco di prova per qualsiasi giocatore.
Buca 3 – par 4, 458 metri. Landing area inclinata da destra a sinistra che darà fastidio. Oltre alla lunghezza della buca ci si mette anche un green particolarmente ampio che metterà in difficoltà chi sbaglia ferro o lato.
Buca 4 – par 4, 435 metri. Leggero dog-leg a destra con tanti bunker disposti sul lato destro a evitare il “taglio”. Evitare come la pesta il folto rough.
Buca 5 – par 5, 541 metri. Buca lunga ma approcciabile. Unica difficoltà: il green. Particolarmente inclinato, rischia di buttare fuori tutte le palle non perfette che arrivano sulla sua superficie.
Buca 6 – par 4, 452 metri. Bisognerà appoggiarsi in un’area a destra con il tee shot per avere un approccio abbastanza agevole al green. Lo stagno, unica area da evitare, non dovrebbe entrare mai in gioco.
Buca 7 – par 3, 170 metri. Green protetto da una coppia di bunker a destra e a sinistra. Se si sbaglia a destra l’approccio intorno al green sarà particolarmente complesso.
Buca 8 – par 4, 401 metri. L’angolo migliore per raggiungere il green è da sinistra, ma ciò richiede un colpo più lungo dal tee, che deve superare una serie di bunker. Tendenzialmente controvento, la buca risulterà dunque più lunga. I bunker ben posizionati a bordo green creano uno spazio molto ristretto davanti al green.
Buca 9 – par 4, 440 metri. I golfisti iniziano l’ultima buca della prima metà del percorso con un tee shot alla cieca. Da lì, però, si dovrà attaccare il green rialzato, fortemente inclinato da destra a sinistra, di cui i giocatori vedranno solamente la punta dell’asta.
Buca 10 – par 4, 379 metri. Par 4 corto e insidioso. Tee shot che deve volare una collinetta per poi andarsi a posizionare in maniera favorevole per l’attacco al green. Da lì, un secondo colpo molto corto conduce a un green caratterizzato da un’insidiosa falsa pendenza frontale, ma anche da un notevole dislivello sul retro.
Buca 11 – par 3, 143 metri. Sebbene sia la buca più corta del percorso, è sicuramente una delle più impegnative di Shinnecock. Un green minuscolo, in pendenza da sinistra a destra, rende molto difficili i salvataggi da posizioni troppo lunghe e a sinistra del green.
Buca 12 – par 4, 428 metri. La brezza prevalente da sinistra a destra può aggiungere un po’ di difficoltà a una buca altrimenti semplice da percorrere dal tee. E’ una buca per “tirare il fiato” se così si può dire.
Buca 13 – par 4, 339 metri. Il green è ben protetto da un falso fronte e da un bunker sul lato destro. I giocatori dovranno decidere quanto aggressivi saranno dal tee, il che determinerà la lunghezza del colpo di approccio che dovranno affrontare.
Buca 14 – par 4, 475 metri. La buca 14 presente un notevole dislivello tra il tee e il fairway, che degrada da destra a sinistra. L’angolo di approccio preferibile è da sinistra. Il secondo colpo si gioca in leggera salita verso un green che degrada dolcemente dalla parte posteriore.
Buca 15 – par 4, 373 metri. Anche qui un notevole dislivello dal tee al fairway. La maggior parte dei giocatori supererà con il drive la cresta che attraversa il fairway a circa 250 iarde, ritrovandosi con un approccio con un ferro corto verso un green con diverse posizioni di buca accessibili, ad eccezione della parte anteriore, protetta da bunker.
Buca 16 – par 5, 561 metri. Con il vento prevalente contrario e proveniente da destra, raggiungere il green in due colpi sarà complesso. Il fairway sinuoso obbliga i giocatori a scegliere gli angoli giusti. Molti giocatori giocheranno il loro secondo colpo prima del bunker sulla destra, a circa 100 metri dal green.
Buca 17 – par 3, 160 metri. Massima precisione per chiudere al meglio il giro. La brezza prevalente soffia trasversalmente da sinistra e, considerando anche l’inclinazione del green, è necessario un colpo eccellente per avvicinarsi all’asta.
Buca 18 – par 4, 448 metri. La buca finale presenta un tee shot parzialmente cieco. La brezza prevalente soffia da destra a sinistra dal tee, con un vento più favorevole sul secondo colpo. Il tee shot preferito è sul lato destro del fairway, sia per una migliore visuale del green che per un angolo di approccio migliore, anche se è probabile che il giocatore veda solo una parte dell’asta della bandierina.