Tennis
Toni Nadal boccia il tennis attuale: “Alcaraz e Sinner grandi campioni, ma prima c’era più qualità”
Il dibattito sulla qualità media del tennis contemporaneo rispetto alle generazioni precedenti continua ad animare appassionati e addetti ai lavori. Al di là dell’indiscusso dominio esercitato da Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, negli ultimi mesi non sono mancati i pareri di chi ritiene il circuito attuale meno profondo dal punto di vista tecnico rispetto al passato, con una distanza sempre più marcata tra i due leader e il resto della concorrenza.
In questo filone di pensiero si inseriscono anche le recenti dichiarazioni di Toni Nadal a ESPN. Lo storico allenatore e zio di Rafael Nadal ha proposto una riflessione piuttosto severa sull’evoluzione del gioco e sul livello complessivo del circuito maschile, pur riconoscendo le qualità eccezionali dei due protagonisti della nuova generazione.
“È chiaro che Alcaraz è un tennista molto completo e brillante, e che Sinner ha un controllo totale della palla“, ha osservato Nadal, sottolineando però come, a suo giudizio, il panorama odierno non offra la stessa continuità di rendimento che caratterizzava gli anni dominati dai Fab Four e dai loro principali rivali. “Ma prima era un piacere vedere giocare altri uomini come Murray, Berdych, Ferrer, Del Potro. Non perdevano mai contro qualcuno inferiore a loro, li vedevi sempre nei quarti di finale“.
Proprio la maggiore imprevedibilità dei risultati rappresenta uno degli aspetti che convincono meno il tecnico maiorchino. “Ora puoi vedere un top 10 perdere contro il numero 90 del mondo, e a me questo non piace“, ha affermato, evidenziando come la frequenza delle sorprese sia, a suo avviso, il sintomo di una minore solidità tecnica ai vertici del ranking.
L’analisi dello zio Toni va però oltre i semplici risultati. Secondo lui, il tennis moderno avrebbe progressivamente sacrificato parte della propria varietà tattica in favore di una ricerca quasi esclusiva della potenza. Un’evoluzione che avrebbe reso il gioco più fisico e aggressivo, ma al tempo stesso meno ricco di sfumature rispetto al passato, quando convivevano stili differenti e una maggiore capacità di costruire il punto attraverso soluzioni tecniche diversificate.