Tennis
Tennis, per Serena Williams vale il ‘never say never again’. Il suo ritorno sarà vincente o un fiasco?
Il ritorno in attività di Serena Williams ha destato scalpore ed è diventato materia di discussione. È ovvio che sia così, poiché si parla di una delle più grandi sportive di tutti i tempi. Attenzione alla terminologia, si è usato il vocabolo “sportiva” e non “tennista” perché quanto compiuto dalla statunitense nell’arco della sua carriera valica i confini del tennis, ma va considerato in ottica tout-court.
Al riguardo, gli esempi dei clamorosi “comeback” si sprecano. Il ritiro e ripensamento del fuoriclasse è una dinamica più diffusa di quanto si possa credere, soprattutto negli Stati Uniti, dove il senso dell’intrattenimento e del “drama” non manca mai. Il Paese che ha trasformato lo sport in un ambito delle show-business, come può esserlo il cinema o la musica, e ha tramutato la cronaca in narrazione adora queste storie.
Chiaramente, questi ritorni in azione che tanto piacciono agli americani possono avere un esito diametralmente opposto. C’è chi è tornato grande come prima e c’è chi, viceversa, ha fatto fiasco. Due degli esempi di successo più eclatanti sono quelli di Michael Jordan e Michael Phelps. Se si pensa ai fallimenti, si può citare nel tennis quello di Björn Borg. Si tratta però di meri esempi, pescati qua e là, i primi che balzano alla mente.
L’argomento comeback è talmente variegato e ampio da poter essere materia di ricerca universitaria. Innanzitutto bisognerebbe mettere assieme un pool di persone competenti in ogni sport, differenziare quelli individuali da quelli di squadra, ragionando se includere i motori oppure no. Dopodiché, i vari ritorni andrebbero analizzati tenendo in considerazione all’età in cui vengono effettuati, il tempo trascorso dal ritiro vero e proprio, la ragione che aveva spinto al primo addio e quella alla base del ritorno. Inoltre, vi sarebbe la grande discriminante legata ai cromosomi, poiché andrebbero divisi fra uomini e donne.
Insomma, ci troviamo di fronte a un lavoro immane. Forse, addirittura impossibile da realizzare o da trattare con cognizione di causa. Di certo c’è che Serena Williams torna a quasi 45 anni dopo un quadriennio di assenza. Considerate le dinamiche del tennis, appare molto improbabile possa essere un fattore determinante. Cionondimeno, mai dire mai. Anzi, never say never again, mai citazione cinematografica fu più azzeccata..