Ciclismo

Tadej Pogacar spiega l’assolo in solitaria: “Non era pianificato, ma a volte va bene…”

Erik Nicolaysen

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Pogacar / Lapresse

Tadej Pogacar torna in gara un mese e mezzo dopo aver dominato il Giro di Romandia e vince per dispersione la prima tappa del Giro di Svizzera 2026, con partenza e arrivo a Sondrio. Il campione del mondo in carica si è reso protagonista di una prova di forza devastante, staccando tutti a circa 70 chilometri dalla fine e rifilando distacchi impressionanti agli altri big tra cui Richard Carapaz, lontano oltre due minuti.

Il capitano dell’UAE Team Emirates-XRG ha provato un primo attacco ai -72 in corrispondenza del traguardo volante di Pedemonte, per poi andarsene via da solo poco più tardi quando dovevano ancora arrivare la maggior parte delle salite di oggi. Il fenomeno sloveno sembra essersi presentato in ottime condizioni all’ultimo vero banco di prova in vista del Tour de France.

È stata una giornata dura. L’inizio è stato facile, ma la prima salita di giornata è stata subito molto dura. Dopo lo sprint intermedio ci abbiamo provato e con Brandon McNulty siamo partiti. Quando sono rimasto da solo, non sapevo il vantaggio e cosa stesse accadendo dietro. Quando ho saputo che il vantaggio era abbastanza ampio, sono andato fino alla fine, anche se è stata davvero lunga“, le parole di Pogacar a fine giornata.

Il percorso era tecnico soprattutto in discesa. Certamente questo non era il piano, ma a volte funziona, grazie anche ai miei compagni che prima hanno fatto il passo e poi hanno coperto. Domani sarà importante rimanere tranquilli e tenere la maglia, domani proveremo a vincere con qualcun altro della squadra. Vedremo come si sentiranno i ragazzi“, ha aggiunto il nativo di Komenda.

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