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Superbike, il sogno impossibile di Nicolò Bulega: vincere tutte le gare dell’anno si può?

Francesco Paone Casati

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Nicolò Bulega / IPA Sport

Nicolò Bulega è arrivato a vincere 22 gare consecutive nel Mondiale Superbike. La sequenza è cominciata il 12 ottobre 2025, giorno in cui l’emiliano ha primeggiato nella Gara-2 del round dell’Estoril. Da quel momento, il centauro del Team Ducati Aruba.it ha inanellato7 hat-trick, diluiti fra Jerez de la Frontera 2025 e tutte le sei tappe del 2026 (Phillip Island, Portimao, Assen, Balaton Park, Most, Aragon).

Si tratta di un filotto senza alcun precedente nella storia del Campionato iridato dedicato alle derivate di serie, composto da 15 gare vere e proprie a cui si sommano 7 superpole race (comunque legittime, seppur su distanza dimezzata). Oramai, il tema forte di qualsiasi weekend Superbike è rappresentato dall’imbattibilità di Bulega, che peraltro nel fine settimana correrà letteralmente in casa, a Misano.

Comprensibilmente, qualcuno comincia a chiedersi se Nicolò possa realizzare la stagione perfetta, passando per primo sotto la bandiera a scacchi di tutte le gare del 2026. Si può fare? La risposta è sì, certo che si può fare. È “sufficiente” ripetere quanto compiuto  sinora! Dopotutto, siamo esattamente a metà stagione. In altre parole, il centauro emiliano è a metà dell’opera.

Ovviamente, non si è così ingenui o intellettualmente disonesti dal sottolineare come il compimento di cui sopra, per quanto possibile, appare improbabile. Anzi, molto improbabile. Prima o poi si verificherà un episodio avverso, oppure si dovrà correre in condizioni meteo particolari. O, semplicemente, qualcuno sarà in grado di battere l’italiano.

Per esempio, il compagno di squadra Iker Lecuona è costantemente alle spalle di Bulega. È quasi più eclatante la sua sequenza di 15 secondi posti consecutivi. Pardon, togliamo il “quasi”. Arrivare 15 volte di fila al secondo posto è ancora più difficile di vincere 22 volte consecutive! Perché significa non godere di alcuna superiorità, ma al contempo di battere sempre e comunque tutti gli altri.

“Nemo propheta acceptus est in patria sua” viene riportato nei Vangeli. Nessuno è profeta in patria. Sarebbe beffardo vedere Bulega battuto per la prima volta a domicilio, su un tracciato dove però non ha ancora vinto da quando corre in Superbike (cinque secondi posti tra 2024 e 2025, tutti alle spalle di Toprak Razgatlioglu, e un ritiro).

Vedremo come evolverà l’annata di Nicolò. Di certo, il tema della “stagione perfetta” rappresenta un argomento di interesse per una categoria che, viceversa, non ne fornisce più. D’altronde, se vince sempre lo stesso pilota e il secondo posto viene perennemente occupato da un altro centauro, quale può essere il pathos? Quello di un traguardo (quasi) impossibile e mai visto prima.

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