Coppa del Mondo
Sport Invernali, elezioni Fis sempre più calde. La coalizione contro Eliasch si sta compattando sul nome di Ospelt?
Si avvicinano sempre più le elezioni della Fis, la Federazione Internazionale dello Sci e dello Snowboard, che nei giorni del 10 e 11 giugno rinnoverà la propria dirigenza. Il tema forte è rappresentato dalla presidenza. Jonas Eliasch, l’attuale “numero uno”, concorre per essere rieletto. Tuttavia, è risaputo come debba fronteggiare una fortissima opposizione, verosimilmente la più coesa alleanza contro un singolo candidato che si sia mai vista.
La Norvegia si è pubblicamente schierata contro la conferma dell’attuale guida della Fis. Al fianco del Paese scandinavo si sono schierati Stati Uniti, Canada, Svezia, Germania, Austria, Svizzera e Spagna. Un gruppo di nazioni che sta combattendo apertamente contro Eliasch, costretto addirittura ad assumere nazionalità georgiana pur di potersi ricandidare.
Difatti, l’attuale presidente (in carica dal 2021) è svedese e detiene passaporto britannico. Cionondimeno, il clima è talmente avvelenato che, sia il Paese scandinavo che quello anglosassone si sono rifiutati di concedergli il proprio supporto formale. Imperterrito, lui è “emigrato”. È sufficiente citare questo episodio per spiegare quanto sia feroce la lotta politica. Al riguardo, la strategia base insegna che se ci si vuole coalizzare, bisogna trovare un accordo e convergere su un singolo candidato rivale, allo scopo di non disperdere i voti.
Finora non era chiaro chi potesse essere l’uomo in grado di sfidare apertamente Eliasch. Cionondimeno, le voci provenienti da dietro le quinte affermano che la coalizione abbia verosimilmente individuato il proprio uomo. I rumors sostengono che l’alleanza si stia catalizzando attorno al nome del liechtensteiniano Alexander Ospelt.
Quest’ultimo farebbe riferimento ai Paesi alpini (leggasi Austria e Svizzera). La novità è che avrebbe guadagnato il supporto anche di quelli nordamericani, che avevano presentato Dexter Paine quale loro cavallo da corsa. Se così fosse, allora la coalizione avrebbe trovato il “proprio uomo”, al quale ora basterebbe ricevere anche l’appoggio scandinavo per diventare a tutti gli effetti il candidato di bandiera anti-Eliasch. Ovviamente, senza che tutto ciò venga dichiarato apertamente.
Nel frattempo, non è un mistero come molti atleti di grido (soprattutto dello sci alpino) si siano a loro volta schierati contro Eliasch. Le elezioni sono fissate per il 10 e 11 giugno. Il loro esito condizionerà l’indirizzo politico e la strategia di marketing della Fis nel quadriennio che porterà ai Giochi olimpici delle Alpi francesi 2030.
Dal punto di vista agonistico, la conseguenza primaria riguarda l’atteggiamento da tenere verso la Russia (fosse per Eliasch sarebbe già stata riammessa). In realtà, qui si gioca una partita a livelli molto più alti, alle quote degli interessi finanziari. Con lo sport hanno poco a che vedere, ma sono il vero nodo del contendere dell’elezione del presidente Fis più calda di sempre.