Atletica

Sonia Malavisi: “Per anni ho gareggiato sentendo dolore, la mia tibia non sarà mai più al 100%”

Alessandro Passanti

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Sonia Malavisi - Grana/FIDAL

Sonia Malavisi è stata l’ospite dell’ultima puntata di Sprint Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. L’astista azzurra classe 1994 ha toccato diversi argomenti tra passato, presente e futuro.

La nativa di Roma ha iniziato il suo racconto dall’ultimo risultato, un 4.40 a Grosseto:Sicuramente è stata una gara di liberazione. Venivo da un 2025 che ha visto la mia stagione agonistica peggiore della mia carriera per tanti motivi. Ho gareggiato tanto ma ho avuto un inverno drammatico con tre influenze pesantissime, nonostante io di solito non mi ammali mai, quindi ho saltato la stagione indoor. Sono cambiate tante cose inoltre ho iniziato ad allenare ma ho sempre avuto la voglia di saltare. L’ultima annata non mi era piaciuta, proprio dentro. Io ho sempre fatto tutto con il sorriso ma avevo troppo amaro in bocca. Avevo la sensazione di gareggiare e non stare bene, in quello che era stato sempre il mio posto felice. Ora salto proprio per quello per essere felice con la testa più libera. Penso che posso dare ancora qualcosa per cui anche per questo motivo ho voluto continuare”.

Dopo tante difficoltà sta arrivando una svolta importante:Nelle prime gare ero convinta di stare bene ma le scorie dell’anno scorso e i mesi ferma si sono fatti sentire. Ho iniziato con un 4.20 poi non riuscivo a trovare la prestazione che volevo. Di solito in gara mi usciva sempre qualcosa in più. Mi mancava il ritmo gara, poi è arrivato questo 4.40. Una misura che per me vuole dire tanto. So che posso fare di meglio ma avevo bisogno di una gara che mi sbloccasse da quel vortice negativo. Ho provato a 4.47 il primo molto bello, gli altri due meno anche perchè era molto caldo. Ho provato quella misura perchè poi sarei andata sul 4.53 ovvero il mio primato personale”.

Torniamo al 2021 ed all’infortunio che ha condizionato la sua carriera:Il mio problema arriva anche da prima di quell’anno dato che si tratta di una frattura alla tibia mai diagnosticata. Inizia dal 2017, la croce della mia carriera. Nel 2016 feci 4.40 andai alle Olimpiadi e migliorare di un solo centimetro era strano. Mi sono curata in ritardo e mai risolto del tutto. Nel 2021 si è riacutizzato tutto. Stavo pensando alle Olimpiadi e ho provato a gareggiare nonostante dolori assurdi. Sono rimasta fuori come prima delle escluse e, a quel punto, ho deciso di andare a fondo a quel problema. Mi sono operata, mi hanno tolto un pezzo di osso ma, nonostante quello, non sono migliorata anche quando mi hanno tolto le viti. Avevo paura di dover smettere invece, dal 2023 in poi, mi sono rimessa sotto, il dolore lo controllo e ho proseguito. La mia tibia non sarà mai più al 100% ma ho trovato un equilibrio, so cosa fare e cosa non fare in allenamento per cui mi sento libera mentalmente dopo 9 anni di problemi. Mi dicevano che pensavo troppo al dolore ma il fatto è che io lo sentivo. Punto. Non è che ci pensavo io”.

A questo punto quali sono gli obiettivi del 2026? “Farò una serie di gare e meeting. Inizierò con una gara in Croazia il 10 giugno, quindi Salonicco il 13. Mi sono stabilizzata e proverò a fare un po’ di meeting solo per asta per cui mi divertirò. L’obiettivo saranno gli Europei. Io ci proverò con la leggerezza del caso. Il minimo è 4.60, come si vede è stato alzato. Il mio sogno reale era tornare a divertirmi saltando, poi tutto andrà di conseguenza. Mi sto allenando nella maniera giusta e sto scoprendo un nuovo tipo di carriera. Sono cambiate tante cose, non è stato facile ma voglio godermi il fare queste cose solo per divertirmi. Quando smetterò lo farò con la giusta gioia di una carriera lunga”. 

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