Softball
Softball: Italia, è mancato davvero pochissimo. Ma la speranza wild card resta
Sostanzialmente sono stati gli ultimi inning contro il Canada all’esordio e Cina Taipei (nome sportivo di Taiwan) a dare la definizione del girone di Praga che vale l’accesso alla fase finale dei Mondiali, in quel di Brisbane. In buona sostanza, le azzurre sono finite terze per dei veri e propri episodi. Episodi che hanno impedito in un caso un futuro migliore nella capitale ceca e, nell’altro, il pass diretto per l’Australia nel 2027.
Ma quello che ha confermato questa squadra è di essere al top mondiale. Giocarsela con tutte le protagoniste di questo girone, batterne una, quasi sconfiggerne altre due, ha un valore non piccolo. Anzi, per la squadra tricolore è davvero enorme il fatto di aver capito ulteriormente che ce la si può giocare con chiunque, senza mezzi termini. Che questa sia la generazione azzurra forse più forte che si sia mai vista appare un dato chiaro e incontrovertibile, con i risultati che continuano a dar ragione a un’epoca che cominciò con il compianto Enrico Obletter, ha avuto in Federico Pizzolini il continuatore e adeso ha in Craig Montvidas ancora un prosecutore di altissima scuola.
Proprio Montvidas, nelle ore successive a quanto accaduto nell’ultima partita, si è così esposto: “Questo risultato è molto duro, ma penso che possiamo essere orgogliosi di come abbiamo giocato. Alla fine, è lo sport: qualcuno deve vincere, qualcuno deve perdere. Sapevamo che sarebbe stata una giornata lunga e calda sotto l’aspetto della temperatura, e l’obiettivo era giocare entrambe le partite: il risultato della prima è stato positivo, nella seconda siamo stati noi a rimetterci“.
Montvidas, però, non si fida molto delle chance di wild card: “Ci siamo messi nei guai quando abbiamo perso la partita contro il Canada all’inizio, ma siamo migliorati giorno dopo giorno e credo che si siano viste molte cose positive per il futuro. Anche per questo è un peccato non andare alla fase finale: lì si gioca contro le squadre più forti del mondo ed è così che si migliora. Sarà difficile per noi vederle giocare il prossimo aprile e non poterle affrontare. Detto questo, se guardiamo i punteggi e i risultati delle prime quattro di questo girone, credo si possa confermare quanto sostenevo all’inizio: se si giocasse in tre settimane diverse, avremmo tre vincitori diversi. Purtroppo non si può cambiare il risultato finale, ma sarebbe fantastico se fosse possibile… Ora comunque ci riorganizzeremo ed elaboreremo un nuovo piano“.
Il tema è soprattutto legato alla qualificazione per Los Angeles 2028, che ha una valenza di primaria importanza anche perché c’è di mezzo il ritorno del softball dopo la “pausa” di Parigi 2024. Nel 2027 c’è la chance del torneo euroafricano di qualificazione, nel 2028 c’è quella del torneo finale unitario. Due opportunità che quest’Italia può ampiamente sfruttare. Chiaramente, questo fermo restando il fatto che può (anche) accadere di tutto per quel che concerne la wild card iridata. Anche se il discorso, con la composizione degli altri gironi e il fatto che entri in gioco anche la performance dei Mondiali 2023-2024, resta di particolare complessità. Certo, c’è questo filo sospeso tra il percorso iridato e quello olimpico. E c’è soprattutto nel nome di quella che oramai è una superstar, Erika Piancastelli, che le difese avversarie le ha fatte a pezzi sostanzialmente tutte.