Atletica
Sandro Donati difende Schwazer: “Sono incredulo: ho un terzo campione di urina, spero venga analizzato”
L’incredibile storia di Alex Schwazer si arricchisce di un nuovo capitolo, forse l’ultimo dal punto di vista prettamente sportivo. Il marciatore azzurro è stato sospeso infatti in via cautelare dall’agenzia antidoping tedesca (NADA Germania) per una doppia positività all’eritropoietina (EPO), riscontrata sia nel campione di sangue che in quello delle urine nell’ambito di un controllo antidoping effettuato durante i Campionati tedeschi di marcia dello scorso 24 aprile nell’area di Francoforte.
Una terribile doccia fredda per il campione olimpico nella 50 a Pechino 2008, che si stava rimettendo in gioco dopo aver scontato la squalifica di otto anni post-Rio 2016 per la seconda positività. A 41 anni suonati Schwazer si era reso protagonista di una prestazione notevole (nella gara incriminata del 24 aprile) sulle strade di Kelsterbach, stabilendo il record italiano sulla distanza della maratona in 3h01:55.
In una conferenza stampa andata in scena oggi pomeriggio a Bolzano, Alex si è dichiarato innocente mettendo però in chiaro che questa volta non si difenderà. Sono intervenuti anche altri componenti della storica squadra di Schwazer, tra cui il suo avvocato ed il suo ex allenatore Sandro Donati, che ha commentato la vicenda svelando un dettaglio interessante.
“Posso esprimere sorpresa e amarezza. Ho allenato Alex fino al 2016, sono sempre rimasto in buoni rapporti con lui. L’ho implorato di non tornare alle gare perché temevo gli succedesse qualcosa di brutto. Ho un terzo campione di urina della gara di Alex in Germania. Spero che nell’ottica della ricerca della verità, si voglia esaminare questo campione“, le parole di Donati.