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Rune rilancia le sue ambizioni: “Questi mesi mi renderanno un giocatore migliore”

Giandomenico Tiseo

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Holger Rune / LaPresse

Per Holger Rune il lungo stop forzato potrebbe trasformarsi in un’opportunità inattesa. Dopo quasi nove mesi lontano dal circuito a causa di un serio problema al tendine d’Achille, l’ex numero 4 del mondo vede ormai avvicinarsi il momento del rientro e guarda a questo periodo non come a una parentesi negativa, ma come a una fase di crescita tecnica e personale.

In un’intervista rilasciata a Tennis Channel, il danese ha spiegato che il recupero è ormai alle battute finali, anche se non esiste ancora una data certa per il ritorno alle competizioni. Le sensazioni, però, sono incoraggianti: “Stiamo già giocando punti, facendo sessioni complete di due ore e mezza o tre ore. Il mio piede e il tendine d’Achille stanno bene, non sono più infortunato, ora si tratta di ottimizzare e prepararmi per tornare a giocare“.

Al di là dell’aspetto fisico, Rune ritiene che l’assenza dai tornei gli abbia consentito di dedicarsi a un lavoro che durante la normale stagione sarebbe stato impossibile. “Ricordo che la scorsa estate pensavo che mi sarebbe piaciuto avere due mesi per approfondire il mio tennis e allenarmi seriamente“, ha raccontato, arrivando persino a riflettere sul significato di questa pausa: “Forse c’era una forza superiore che ha deciso di concedermi questo tempo per tornare più forte“.

In questi mesi il danese ha rivisto diversi aspetti del proprio gioco. Dal dritto al servizio, fino alla gestione degli spostamenti in campo, ogni dettaglio è stato oggetto di analisi. “Non si tratta di fare più passi, ma passi migliori“, ha spiegato, sottolineando il lavoro svolto per rendere più efficiente la sua mobilità e sfruttare meglio le energie durante gli scambi.

La riabilitazione è stata accompagnata da una routine rigorosa, fatta di allenamenti, preparazione atletica, fisioterapia e recupero. Una filosofia riassunta in poche parole: “Non ci sono scorciatoie“. Un approccio che, secondo Rune, accomuna tutti i grandi campioni. “Ho sempre creduto che tutto possa essere migliorato. Questa è la bellezza del tennis. Anche i migliori continuano a cercare modi per progredire“. Tra i modelli dell’attuale circuito, il danese ha indicato Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, considerati i riferimenti della nuova generazione e l’esempio più evidente di una continua evoluzione tecnica e mentale.

Lontano dalle gare, Rune ha anche riflettuto sulla propria identità tennistica. A suo giudizio, in alcune fasi della carriera ha finito per semplificare eccessivamente il proprio gioco, trascurando alcune delle caratteristiche che lo avevano reso uno degli avversari più imprevedibili del circuito. “Ho molte armi e devo usarle“, ha osservato, ricordando l’importanza di variazioni, palle corte, aggressività e capacità di adattamento.

Guardando alla stagione sull’erba e a Wimbledon, torneo nel quale raggiunse i quarti di finale nel 2023, Rune ha individuato nella mobilità il fattore decisivo per ottenere risultati importanti. “I migliori giocatori sull’erba sono i più mobili“, ha affermato, indicando ancora Sinner come uno dei principali candidati al successo.

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