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Roland Garros 2026: Cobolli-Zverev, numeri verso una finale atipica

Federico Rossini

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Flavio Cobolli / LaPresse / Olycom

Sono tanti i numeri che circondano la finale maschile del Roland Garros 2026 tra Flavio Cobolli e Alexander Zverev, che arriva al termine di un torneo nel quale è successo tutto e il contrario di tutto in una sequenza che verrà indubbiamente ricordata dagli annali e negli annali. Ma andiamo con ordine.

Innanzitutto, Cobolli è il primo giocatore fuori dai primi 10 a qualificarsi per una finale Slam da quando ci riuscì Stefanos Tsitsipas agli Australian Open 2023. Il greco perse in tre set da Novak Djokovic. Ironia della sorte, lo stesso serbo è l’ultimo giocatore fuori dai 10 ad aver conquistato una vittoria Slam, a Wimbledon 2018 contro il sudafricano Kevin Anderson. Va rimarcato, infatti, come al tempo Djokovic venisse da quasi due anni al limite dell’orribile in fatto di risultati, se comparati ai suoi massimi storici. Per questo era sceso al numero 21 del ranking ATP.

Cobolli, poi, è naturalmente il sesto italiano a giocare una finale Slam comprendendo tutte le ere. Succede a Giorgio De Stefani, Nicola Pietrangeli, Adriano Panatta, Matteo Berrettini e Jannik Sinner (il quale, naturalmente, è colui che ne ha giocate di più tra tutti i citati). Inoltre, diventa il primo giocatore nato nel 2002 a raggiungere l’ultimo atto di uno Slam.

Flavio, poi, ha affrontato due top 20 nel suo cammino (Learner Tien, 18, e Felix Auger-Aliassime, 6, nonché 4 del seeding), mentre Zverev non ne ha affrontato nessuno (un tratto che già condivide con il suo percorso agli US Open 2020).

La semifinale tra Cobolli e Arnaldi non è stata giocata, questo è noto. Meno noto è il fatto che in Era Open si tratta della terza volta che ciò è accaduto, dopo Kyrgios-Nadal di Wimbledon 2022 e di Courier-Krajicek degli Australian Open 1992. In un caso Kyrgios si fermò in finale contro Djokovic, nell’altro Courier vinse il torneo battendo Stefan Edberg in finale.

Zverev, dal canto suo, per la prima volta affronta un giocatore dal ranking più basso del suo in una finale Slam. Nelle precedenti occasioni, infatti, dall’altra parte della rete aveva avuto Dominic Thiem (era numero 5, l’austriaco numero 2 agli US Open 2020), Carlos Alcaraz (4 contro 3, Roland Garros 2024) e Jannik Sinner (2 contro 1, Australian Open 2025). Nondimeno, al momento condivide con Casper Ruud il maggior numero di finali Slam giocate e perse senza averne mai vinta una: tre. Resta da scoprire se “uscirà” o meno da questa particolare graduatoria con la quarta. Che, poi, è quella che per la nona volta negli ultimi dieci Slam è quella cui partecipa un italiano. Non quello che tutti si aspettavano, certo (ma vale lo stesso nel femminile: c’è una polacca, ma non la più attesa).

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