Ciclismo

Roberto Reverberi: “C’è troppa fretta: non tutti esplodono a 18-19 anni. Vedo Pogacar troppo superiore al Tour”

Francesca Cazzaniga

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Tarozzi / Lapresse

Dopo sei mesi dall’inizio della stagione ciclistica 2026 è già tempo di primi bilanci per la VF Group Bardiani-CSF Faizanè. La storica formazione italiana continua a rappresentare uno dei principali punti di riferimento per la valorizzazione dei giovani talenti, italiani e non solo. Al centro del progetto c’è come sempre Roberto Reverberi, direttore sportivo e anima della squadra, con cui abbiamo fatto il punto sull’annata in corso, dal Giro d’Italia ai giovani emergenti, fino ai grandi temi del ciclismo moderno.

Iniziamo dal Giro d’Italia: i risultati ottenuti sono stati in linea con le aspettative?
“Direi sì, almeno per quattro corridori della squadra. Zanoncello, Magli, Tarozzi e Marcellusi hanno fatto quello che ci aspettavamo da loro. Altri, come Paletti, Turconi e Rojas erano invece al debutto assoluto in un Grande Giro e questo va tenuto in considerazione. In pratica è stato come correre il Giro con quattro corridori realmente pronti per questo livello. Nel complesso, però, siamo soddisfatti: la squadra ha disputato un buon Giro, anche se naturalmente c’è sempre margine per migliorare.”

Con le development delle squadre World Tour che vanno a scovare e ingaggiare i corridori sin dalle categorie juniores, quanto sta diventando complessa l’attività di una Professional come la Bardiani?
“Le squadre che soffrono di più sono le Continental e il movimento dilettantistico. Oggi l’ambizione di molti juniores è entrare subito in una development team con la prospettiva di arrivare rapidamente nel World Tour. Però non tutti maturano a 18 o 19 anni: ogni corridore ha i propri tempi di crescita. Ci sono ragazzi che, attraverso un percorso corretto tra gli Under23 e i dilettanti, riescono comunque ad approdare al massimo livello. A complicare ulteriormente le cose c’è stato il recente cambio di regolamento, che impedisce alle Professional con corridori Under 23 di partecipare alle gare di categoria. È stata una decisione comunicata quando la squadra era già registrata e ci ha costretto a rivedere profondamente il calendario.”
Eppure, negli ultimi anni, dalla Bardiani sono emersi, tra gli altri, Colbrelli, Pellizzari, Zana e Pinarello. Perché si fatica a capire l’importanza di un percorso di formazione in una Professional?
“Perché oggi tutti hanno fretta. L’UCI ha spinto le squadre World Tour a dotarsi di una development o di una squadra femminile per ottenere la licenza, e questo ha accelerato ulteriormente la corsa ai giovani. Abbiamo visto fenomeni come Evenepoel, Seixas e Pogacar esplodere prestissimo e così si tende a pensare che tutti debbano seguire lo stesso percorso. Ma non è così. Prendiamo Pellizzari: oggi è già un corridore importante nel World Tour, ma ci è arrivato attraverso una crescita graduale, senza bruciare le tappe. Quando parlo di fretta non mi riferisco solo alle squadre, ma anche ai media e all’opinione pubblica. Basta fare un buon risultato e subito arrivano aspettative enormi.”
Conosci molto bene Giulio Pellizzari. Che idea ti sei fatto di questa sua stagione sin qui?
“Attorno a lui si sono create tante aspettative. Giulio è un ragazzo che non soffre particolarmente la pressione, ma a 22 anni non si ha ancora la piena maturità mentale per gestire il ruolo di capitano in una squadra così importante. Secondo me, se avesse affrontato il Giro con maggiore libertà, senza l’obbligo di pensare alla classifica, avrebbe probabilmente ottenuto qualche risultato migliore.”

Tra gli altri, la Bardiani ha forgiato anche Matteo Scalco: quali sono le sue qualità e dove pensi possa arrivare?
“Scalco è un corridore che ha impiegato più tempo a maturare rispetto ad altri, ma proprio per questo credo stia seguendo il percorso giusto. Ora è nella squadra di sviluppo dell’ XDS Astana e l’idea è quella di approdare al World Tour il prossimo anno. Fare passi graduali, senza accelerare troppo, può aiutarlo ad avere una carriera lunga e magari anche più brillante.”

Quali prospettive di carriera può avere Filippo Turconi?
“Turconi è un passista forte, un corridore piuttosto completo. Lo vedo particolarmente adatto alle corse del Belgio. Non è uno scalatore puro, ma ha grande motore, è motivato e ha margini di crescita importanti. Penso possa costruirsi una bella carriera.”

Da sempre vi siete caratterizzati per puntare sugli italiani. In squadra adesso avete anche cinque stranieri: la filosofia è un po’ cambiata?
“Più che cambiare filosofia, ci siamo adattati al ciclismo di oggi. Il nostro obiettivo resta valorizzare i giovani, ma il mercato italiano non offre sempre un numero sufficiente di corridori di alto livello e quindi abbiamo aperto anche a profili stranieri interessanti.”

Pogacar dominerà il Tour o Vingegaard gli darà filo da torcere?
“Io vedo Pogacar nettamente superiore. Credo che abbia qualcosa in più rispetto a tutti gli altri. Vingegaard resta un grandissimo campione, ma secondo me al Giro si è gestito molto, cercando di vincere spendendo il meno possibile proprio in funzione del Tour.”

Vedi Seixas da podio al Tour già quest’anno?
“No, non credo. È ancora molto giovane e avrà addosso un’attenzione mediatica enorme, che non è semplice da gestire. Inoltre, sulle tre settimane non penso abbia ancora il livello per salire sul podio. Poi nel ciclismo non si può mai escludere nulla: dipenderà anche da come saprà gestirsi e da come arriveranno gli altri, a partire da Evenepoel dopo due mesi senza corse.”

Cosa ne pensi della scelta di non correre per due mesi per poi presentarsi direttamente al Tour? È una nuova frontiera della programmazione?
“Sono metodologie di lavoro nuove, portate avanti dai preparatori moderni, e non mi sento di giudicarle in assoluto. Saranno i risultati a dire se funzionano davvero. Il mio dubbio è un altro: se tutti seguissero questa strada, rischieremmo di vedere i grandi campioni sempre meno spesso durante la stagione e quasi esclusivamente nelle corse più importanti. E a quel punto bisognerà capire anche cosa ne penseranno gli sponsor.”
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