Tennis
Rafael Nadal analizza: “Djokovic sarà un pretendente agli Slam a una condizione. Sinner-Alcaraz? Due giocatori straordinari e diversi”
Rafael Nadal guarda al passato con serenità e al futuro con la consapevolezza di aver chiuso il cerchio. Lontano dal circuito professionistico da diversi mesi, l’ex numero uno del mondo ha raccontato in un’intervista a CNBC Sport come sta vivendo la nuova fase della sua vita, soffermandosi sul ritiro, sulle rivalità che hanno segnato un’epoca e sui protagonisti destinati a raccogliere la sua eredità.
Il tema centrale è inevitabilmente l’addio al tennis agonistico. Nadal esclude qualsiasi ipotesi di ritorno e spiega di aver maturato la decisione senza rimpianti: “Per me, quel capitolo è completamente chiuso. Non mi manca gareggiare. Ovviamente, mi mancano ancora alcune sensazioni, perché sono emozioni che difficilmente rivivrò in qualsiasi altro ambito della mia vita“.
Il maiorchino ammette che il distacco dalla competizione ha lasciato un vuoto emotivo, ma ribadisce di essere in pace con la scelta compiuta: “Ma sono in pace con la decisione che ho preso. L’ho presa quando ho capito di non poter più competere al livello che desideravo. Ho provato davvero di tutto prima di ritirarmi, e quando ho realizzato che il mio corpo non avrebbe più risposto come avrebbe dovuto, ho accettato che era giunto il momento di chiudere quel capitolo“.
Una precisazione, però, è fondamentale: il ritiro non è mai stato una conseguenza della perdita di motivazione. “Non ho mai odiato il tennis. Mi è sempre piaciuto giocare, anche nei momenti più difficili, con gli infortuni o tutte le sfide che comporta una carriera così lunga. Mi sono ritirato perché il mio corpo non mi permetteva più di competere al livello che desideravo, non perché avessi perso la passione per questo sport“, sottolinea.
Nel corso dell’intervista, Nadal ripercorre anche la storica rivalità con Roger Federer, individuando proprio nelle profonde differenze tecniche e caratteriali la chiave del loro successo sportivo. “Roger è stato probabilmente il giocatore più elegante di tutti i tempi. Credo che ciò che abbia reso unica la nostra rivalità sia stata la mia totale diversità. Lui dava l’impressione di avere tutto sotto controllo, mentre io lottavo su ogni palla, colpivo da posizioni difficilissime e spesso sembravo semplicemente sopravvivere al punto. Nel mio caso, non davo l’impressione di avere tutto sotto controllo“. Un contrasto che, secondo Rafa, ha arricchito entrambi: “Quel contrasto tra i nostri stili di gioco e anche tra le nostre personalità ci ha permesso di migliorare entrambi, di imparare gli uni dagli altri e di offrire qualcosa di davvero speciale al pubblico“.
Lo spagnolo dedica poi un pensiero a Novak Djokovic, ancora protagonista ai massimi livelli. Per Nadal, il segreto della longevità del serbo risiede soprattutto nella motivazione: “Novak è ancora qui perché ama questo sport e perché è appassionato di competizione. Finché manterrà questa motivazione e il suo fisico glielo permetterà, continuerà ad avere la possibilità di lottare per i tornei più importanti. Ciò che ha raggiunto è straordinario. Tutti noi abbiamo spinto le nostre carriere al limite, e lui continua a farlo. Quando qualcuno ha vinto tanto quanto noi, l’unico motivo per continuare è perché si diverte ancora a competere e sente di poter rimanere competitivo“.
Guardando invece al presente e al futuro del tennis maschile, Nadal individua in Carlos Alcaraz e Jannik Sinner i protagonisti della prossima grande rivalità. “Penso che abbiano tutti gli ingredienti per costruire una rivalità davvero speciale. Sono due giocatori straordinari, con stili diversi e personalità distinte. Questo aiuta sempre il pubblico a identificarsi con l’uno o con l’altro e rende lo sport molto più interessante“, afferma. Pur evitando previsioni definitive, evidenzia le condizioni necessarie perché il loro duello possa durare nel tempo: “Ora dipenderà da molti fattori. Dipenderà dal fatto che non si infortunino, che mantengano l’entusiasmo e la passione per continuare a migliorare di stagione in stagione. Nessuno può sapere cosa succederà tra dieci anni, ma il loro potenziale è enorme e, se tutto andrà per il verso giusto, potrebbero inaugurare un’era davvero speciale per il nostro sport“.