Roland Garros

Rafael Jodar: “Mi godrò la sfida contro Zverev, so che partita mi aspetta”

Giandomenico Tiseo

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Rafael Jodar / LaPresse

A soli 19 anni, Rafael Jódar continua a essere una delle storie più sorprendenti del Roland Garros 2026. Il talento madrileno ha conquistato l‘accesso ai quarti di finale al termine di una settimana che sta consolidando la sua crescita sulla terra battuta e alimentando aspettative sempre più alte. Ora sulla sua strada c’è Alexander Zverev, tra i principali candidati al titolo, ma il giovane spagnolo non sembra intenzionato a porsi limiti.

In conferenza stampa, Jódar ha alternato entusiasmo, lucidità e consapevolezza, raccontando le emozioni di un traguardo che fino a pochi mesi fa appariva lontano. Pur riconoscendo il valore del prossimo avversario, il numero 19enne ha mostrato fiducia nei propri mezzi e nella qualità del tennis espresso nelle ultime settimane.

L’idea di affrontare uno dei migliori giocatori del circuito non intimorisce l’iberico, che vive il momento come un’opportunità unica per misurarsi ai massimi livelli. “Sarà un’esperienza meravigliosa. Sono il tipo di partite che sogni di giocare da bambino, quando guardi in televisione i tornei del Grande Slam come il Roland Garros“.

Lo spagnolo ha ricordato il precedente disputato contro Jannik Sinner a Madrid, sottolineando però come il contesto parigino presenti difficoltà completamente diverse. “Ho già giocato contro Sinner a Madrid e so più o meno quale sia quel livello, ma qui è un’altra storia: è una partita diversa, in condizioni diverse e persino con un formato diverso. Cercherò di dare il massimo e di godermi la sfida, perché non capita tutti i giorni di affrontare il numero 3 del mondo nei quarti di finale del Roland Garros“.

Jódar ha dedicato parole significative anche a Pablo Carreño Busta, avversario superato negli ottavi dopo una lunga battaglia. “Penso che sia stato tra i primi dieci del mondo e voglio congratularmi con lui non solo per questa partita, ma per tutta la sua carriera“. Per il giovane madrileno, il percorso di Carreño rappresenta un esempio spesso sottovalutato all’interno del movimento spagnolo. “Quando hai giocatori come Rafa Nadal e Carlos Alcaraz è difficile ricevere il giusto riconoscimento, ma credo che sia importante valorizzare tutto quello che ha fatto e ottenuto. Condividere il campo con lui qui al Roland Garros è stato qualcosa di speciale“.

Uno degli aspetti che più hanno colpito del percorso dello spagnolo è stata la capacità di reagire nei momenti complicati. Sotto di due set contro Carreño, il giovane spagnolo non ha mai smesso di credere nella rimonta. “Prima della partita parlavo con la mia famiglia e con i miei amici. Giocare gli ottavi del Roland Garros è già un regalo, quindi il mio obiettivo era godermi il momento“.

Una filosofia che gli ha permesso di restare lucido anche quando l’incontro sembrava indirizzato verso il suo avversario. “Pablo ha giocato a un livello molto alto nei primi due set e io l’ho accettato. Poi è arrivata la mia occasione e credo di aver alzato il livello nei tre set successivi. Sono molto soddisfatto di come sta andando questa settimana e, più in generale, della mia stagione“.

Dopo quattro match impegnativi, il tema della condizione fisica diventa inevitabilmente centrale. Jódar, però, assicura di sentirsi bene e guarda con favore al giorno di riposo che precederà il quarto di finale. “Ho giocato molto in questo torneo e alcune partite sono state lunghe, quindi sto cercando di recuperare nel modo migliore. Avere un giorno libero tra un incontro e l’altro mi sta aiutando molto a preparare il corpo. Ma no, non sono stanco“, ha detto sorridendo.

Il Roland Garros 2026 rappresenta inoltre il suo primo vero impatto con i grandi palcoscenici del circuito maggiore. L’esordio sul Suzanne Lenglen è stato un’altra tappa significativa di un percorso che continua ad arricchirsi di nuove esperienze. “È il mio primo anno nel circuito e sto cercando di assaporare ogni momento. Tutto è nuovo per me e sto imparando tantissimo“.

Se c’è un elemento che emerge con forza dalle parole di Jódar, è la determinazione con cui ha affrontato una situazione che molti avrebbero considerato già compromessa. “Ci sono momenti in cui altri giocatori potrebbero pensare che arrivare agli ottavi sia già un grande risultato e, trovandosi sotto di due set, accettare semplicemente la sconfitta. Io ero convinto di poter dare qualcosa in più. Ho continuato a crederci e, fortunatamente, sono riuscito a vincere“.

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