Ciclismo

Quando ha attaccato Tadej Pogacar al Giro di Svizzera: l’incredibile numero di chilometri solo al comando

Erik Nicolaysen

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Pogacar / IPA Sport

Tadej Pogacar mette subito le cose in chiaro e fa il vuoto, staccando tutti a circa 70 km dal termine della prima tappa del Giro di Svizzera 2026 con partenza e arrivo a Sondrio. Una prova di forza mostruosa quella messa in atto oggi dal campione del mondo, che è rimasto da solo in testa alla corsa quando la maggior parte delle salite odierne dovevano ancora cominciare.

Il numero uno del ciclismo internazionale ha dato spettacolo nella frazione inaugurale della breve corsa a tappe elvetica in preparazione del Tour de France (che partirà il 4 luglio a Barcellona), dimostrando una superiorità imbarazzante sul resto della concorrenza presente sulle strade del Giro di Svizzera e vincendo in solitaria con distacchi abissali rifilati agli inseguitori.

Pogacar ha attaccato per la prima volta ai -72, facendo la volata al traguardo volante di Pedemonte e provando a tirare dritto anche grazie alla collaborazione del suo compagno di squadra McNulty. Il capitano della UAE, poco più tardi, ha provato una nuova azione staccando definitivamente i componenti del suo gruppetto (tra cui Andrea Bagioli e Matthew Riccitello) e andando a riprendere in un amen l’unico superstite della prima fuga di giornata Dversnes Lavik.

Il quattro volte vincitore della Grande Boucle ha poi seminato agevolmente il norvegese non appena è iniziata l’ascesa verso Triangia, involandosi verso una cavalcata trionfale di quasi 70 chilometri fino al traguardo. In attesa del confronto diretto con Jonas Vingegaard, i segnali sembrano incoraggianti per il 27enne nativo di Komenda.

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