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Puppo sulla condizione di Sinner: “Penso sia buona. Forse non aveva bisogno di giocare partite, ma il clima del match va ritrovato”

Roberto Santangelo

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Jannik Sinner / LaPresse

Nell’ultimo appuntamento sul canale YouTube di OA Sport con TennisMania, condotto da Dario Puppo, il giornalista di Eurosport ha parlato dei primi tornei stagionali su erba, della preparazione effettuata da Sinner verso Wimbledon e della protesta dei giocatori per i montepremi, giudicati ancora troppo bassi.

Sugli azzurri presenti a Wimbledon: “Gli italiani non sono così tanti, c’è stata purtroppo anche la defezione di Mattia Bellucci: questo sicuramente è un peccato, visto che lui è un po’ lo specialista italiano, che anche ha fatto buoni risultati all’inizio della stagione sull’erba“.

I tornei su erba delle scorse settimane: “Diciamo che non ti hanno tirato dentro, questo è il concetto, perché comunque se ci pensi bene di solito grandissimi nomi ci sono nei tornei di preparazione, e se ne sono tolti tanti dal Queen’s e in generale, poi alla fine c’è stata l’opportunità di questi titoli importanti sia per Alejandro Davidovich Fokina che per Francisco Cerundolo, però effettivamente io ho avuto questa sensazione, un po’ distratto magari da altre cose, mi sono poco concentrato sulle partite“.

La preparazione di Sinner: “Dopo gli Australian Open sappiamo com’è andata, è partito prima per Indian Wells e ha fatto il carico di Masters 1000, quindi visto che è un mese che non lo si vede in campo io penso che la condizione per lui sia buona, non ha giocato tornei su erba, ma dai video che abbiamo visto mi sembra che non è che ne avesse bisogno, poi è chiaro che il clima agonistico è un’altra cosa, c’è la tensione“.

Sulla questione del montepremi: “Sappiamo che c’è in atto questa cosa della protestina dei giocatori che fanno interviste corte: è una roba ridicola, non si è mai vista una cosa del genere nel tennis, è letteralmente imbarazzante. Le interviste erano già poco interessanti prima, lo sono meno adesso. Ha ragione Gaudenzi: bisogna che o ci sia un’unica governance o che per estremo contrario i giocatori si levino dall’ATP per creare un loro organo che li comprenda tutti, non solo quelli che fanno la letterina di Natale. Questa è la mia opinione, ma non mi interessa neanche tanto, è un tema veramente di scarso interesse“.

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