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Peppe Poeta: “Non svegliatemi se sto sognando, devo ancora realizzare di aver vinto lo Scudetto”

Mattia Fierro

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Peppe Poeta / Ciamillo

Si sono conclusi ieri i Playoff Scudetto della Serie A basket 2025-2026. Al termine della gara-4 della serie, l’Olimpia Milano è riuscita a conquistare il 32esimo titolo italiano della sua storia, battendo in finale al Taliercio l’Umana Reyer Venezia. I meneghini completano una stagione perfetta sul piano nazionale, completando il triplete di trofei, risultato conseguito nella storia solo a tre squadre.

Non è solo la vittoria dei giocatori ma è anche il successo targato Giuseppe Poeta. Per l’ex coach di Brescia si tratta infatti del primo scudetto da allenatore. È il secondo nella storia del campionato a conquistarlo come subentrato. Al termine del match, Poeta si è lasciato prendere dalle emozioni in conferenza stampa, come riportato da pianetabasket:Non so da dove partire. Sicuramente nell’anno della memoria di Giorgio Armani fare il primo triplete nella storia Olimpia mi riempie di orgoglio farne parte. Ringrazio la squadra, sono stati speciali, unici. Mi hanno dato fiducia a me, un rookie allenatore. Mi sono stati vicini, mi hanno dato tantissimo durante l’anno. Ringrazio la proprietà, speciale. Mi ha sempre supportato. Baiesi e Stavropoulos. Un pensiero va a Messina, il triplete è condiviso, e condividerlo con una leggenda come lui è un onore speciale. Perché la squadra l’ha fatta lui, il primo trofeo l’ha vinto lui: è importante sottolinearlo. Dottori, lo staff tecnico, la mia famiglia, Riccardo, un ragazzo speciale che sta poco bene e ci ha mandato un video per supportarci, e basta. Se domani vedo un pallone arancione lo buco. Sono stanco, ma sono il più contento del mondo. Non svegliatemi se sto sognando. Il mio secondo anno da allenatore, vincere due trofei con questa maglia pesante, su questa panchina importante, è qualcosa di unico. Ancora non sto realizzando, ma mi viene la pelle d’oca a pensarci”.

L’anno difficile trascorso a Milano:Un anno complesso, e questo rende tutto più bello. Melli mi ha mandato un messaggio l’altro giorno: “Per vincere devi soffrire”. Ed è la cosa più bella. Quando vinci te la godi di più. Tanti problemi durante l’anno: la cosa che mi ha tenuto con fiducia e ottimismo è stato lo spirito del gruppo. Ho fatto delle scelte, le hanno accettate, mi hanno dato sempre fiducia. Ci siamo compattati in Coppa Italia. In questi playoff siamo stati solidi, da Dunston in tribuna con una parola, da Flaccadori e Tonut che sono stati comunque sempre attivi, partecipi con la faccia giusta. Poi andiamo ai protagonisti principali. Ma l’unione d’intenti… Anche la vicinanza del mio staff, persone che hanno grande esperienza. Non è scontato che un ragazzo di 40 anni diventi allenatore dell’Olimpia e ha il supporto di tutti. Ne sono grato”.

Il momento più complicato della stagione:Non riesco a trovare un momento più complicato. Forse prima della Coppa Italia, abbiamo perso due partite in campionato, una brutta sconfitta in EuroLega. Quella settimana, che più o meno è coincisa con il taglio di Lorenzo Brown. Prendere una decisione del genere, al mio primo anno, era una cosa forte. Forse è quello il momento che ricordo di maggiore criticità. Poi la Coppa Italia ha dato un po’ di sollievo e rilancio. L’EuroLega l’ho vista diversa da tutti: secondo me abbiamo fatto un’EuroLega assolutamente dignitosa per quanto era la competizione forte e gli infortuni avuti. Poi abbiamo perso tante partite dove ci hanno rimontato. Ma non credo alla fortuna e alla sfortuna, se ti rimontano ti manca qualcosa. E onestamente vedere i playoff di EuroLega, non meritavamo di essere lì. Non eravamo nemmeno vicino al livello di quelle squadre. Non la giudico così negativa come lo è stata giudicata. Il momento migliore della Coppa Italia, ci ha ridato fiducia. E appena è finita l’EuroLega abbiamo fatto tre settimane di allebamento devastanti. L’intensità a livello incredibile: da lì in poi abbiamo sbagliato una partita, Gara 3 a Venezia, ma con grandi meriti della Reyer. Le ultime 16/17 partite di questa squadra non ricordo una partita difensiva negativa se non quella dell’altro giorno. Il livello difensivo è cresciuto clamorosamente. Ne sono orgoglioso”.

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