Pentathlon
Pentathlon, l’Italia saluta (per ora) Budapest con ritorni importanti che fanno rima con certezze
Si è chiusa con spunti decisamente importanti (per l’Italia e non) la tappa della World Cup di pentathlon 2026 di Budapest. La capitale magiara ha regalato grandi emozioni e sarà di nuovo protagonista dal 22 al 28 giugno prossimi in occasioni delle Finali. L’Italia era impegnata con un contingente di estrema importanza con 11 rappresentanti (6 donne e 5 uomini) ognuno con la propria storia e ognuno con il proprio messaggio da mandare. Per quanto visto nelle gare, tutto ciò è andato decisamente a buon fine.
Iniziamo dal comparto femminile. Elena Micheli, al rientro dopo la maternità, ha conquistato un brillante settimo posto al termine di una finale di alto livello. Nonostante il pentathlon sia cambiato durante la sua assenza, lei non lo ha fatto ed è sempre una atleta di riferimento per la nostra nazione e per questo sport in generale. Il suo commento al termine della gara: “In questo nuovo sport mi sono sentita abbastanza in sicurezza, ma comunque molto lenta e molto prudente rispetto alle mie avversarie. Sono felice perché ci sono margini di miglioramento e allo stato attuale mi sto divertendo a sperimentare quanto più possibile varie tecniche e movimenti in questa disciplina. Ho trovato un livello molto alto e un format di gara molto equilibrato per tutte, il che rende la gara più spettacolare essendo tutto in discussione e imprevedibile fino al traguardo. I punteggi ci rendono tutte abbastanza vicine e la gara di conseguenza diventa più adrenalinica e di suspense. La gara organizzata in questo modo è davvero molto bella, un vero e proprio show e l’ho vissuta sempre col sorriso, il che mi ha resa felice e mi ha ricordato che essere qui è un privilegio, nonostante parte del mio cuore sia a Roma con la mia piccola Vittoria. Per il resto della stagione – ha concluso – non voglio avere fretta, non voglio esagerare e voglio dare tempo al corpo di riprendersi perché comunque sono giorni di gara molto faticosi e dove è tutto molto serrato e concitato, bisogna stare al 100% per poco tempo, ma spesso! Sicuramente un obiettivo a corto raggio sono gli Europei di inizio agosto a Istanbul“. (Fonte: FIPM).
Assieme a Elena Micheli segnaliamo anche i ritorni di Ludovica Montecchia, al rientro in campo internazionale e di Francesca Tognetti. Il loro percorso non si è concluso in finale ma hanno comunque tolto la ruggine di dosso in vista dei prossimi impegni.
Passando al settore maschile, il risultato più brillante porta la firma di Matteo Bovenzi che, tuttavia, si è fermato in semifinale. Giorgio Malan, invece, ha concluso il suo percorso nelle qualificazioni, mentre hanno mosso i primi passi a questi livelli Alessandro Boero e Umberto Caringi, rispettivamente con 17 e 18 anni.
Il commento finale del Presidente della Federazione Italiana Pentathlon Moderno Gabriele Vescio: “Una bellissima tappa, super organizzata con impianti stupendi e un pubblico calorosissimo. Tutti questi elementi sono stati sicuramente un mix eccellente per accogliere la Presidente del Cio che è venuta per la prima volta ad assistere dal vivo ad una competizione di pentathlon moderno. – ha commentato Vescio – Dal nostro punto di vista ho trovato una grande unità di squadra e tanti ragazzi giovani determinati a crescere nel migliore dei modi, affiancati da atleti esperti ancora desiderosi di dare tanto a questo sport. Sicuramente la prestazione di Elena Micheli è stata il miglior viatico per ripartire da dove aveva lasciato, ma anche la qualificazione per la semifinale di altre due ragazze che mancavano da tempo è la prova della salute del movimento. Dal punto di vista maschile c’è grande dispiacere per il piccolo infortunio di Giorgio Malan il giorno prima della gara che gli ha impedito di esprimersi al meglio e grande rammarico per la prova di tiro di Matteo Bovenzi che gli ha pregiudicato l’accesso in finale e che è un aspetto su cui dovrà sicuramente concentrare i suoi sforzi per migliorare e compiere un ulteriore salto di qualità“.