Ciclismo

Paul Seixas: “Affrontiamo un assaggio di Tour. Avrei voluto sfidare Pogacar e Vingegaard”

Andrea Addezio

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Paul Seixas / LaPresse

Sta per iniziare il Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, Nuova denominazione assunta dal Giro del Delfinato. Rispetto alla tradizione degli ultimi anni non ci saranno Pogacar e Vingegaard. C’è grande attesa però per la prova di Paul Seixas, chiamato a confermarsi dopo gli eccellenti risultati di inizio stagione.

Sul possibile ruolo di favorito: “Non so se sono il favorito  Diciamo tra i favoriti. Ci sono ovviamente corridori eccellenti qui, è una delle gare a tappe più importanti dell’anno. È una gara molto prestigiosa, ancora di più per me, nella mia regione. Quindi sì, sono nella lista dei favoriti, ma ci sono altri corridori molto forti“.

Il piacere di correre sulle strade di casa: “È sicuramente piacevole, sono percorsi che percorro regolarmente quando sono a casa mia o dai miei genitori […] A questa gara attribuisco inevitabilmente un’importanza particolare, in quanto preparazione al Tour de France. Sarà l’occasione per valutare il lavoro svolto in altitudine e misurarne i benefici. Il ritiro è andato molto bene. La squadra ha gestito tutto molto bene, per ora ho fatto una settimana leggera. Penso di arrivare qui molto fresco“.

Il valore di una corsa propedeutica al prossimo Tour: “Molti corridori sono passati di qui prima di vincere il Tour un mese dopo. Non volevamo fare qualcosa di stravagante prima della mia prima partecipazione al Tour, abbiamo preferito optare per un calendario abbastanza classico, da qui la nostra presenza qui. C’è inevitabilmente un po’ di impazienza, come ce n’è per il Tour. Non mi concentro solo sulla vittoria. Il fattore più importante sarà vedere come sono riuscito a migliorare le mie capacità di recupero tra una tappa e l’altra. Non voglio finire esausto come l’anno scorso. Il percorso è in qualche modo simile a quello che affronterò al Tour, c’è già la questione della gestione dei media, degli aspetti collaterali. È davvero un assaggio del Tour ed è questo che mi interessa qui“.

Sul possibile stress dei media: “Non provo particolare stress. Sapevo che sarebbe stato un assaggio del Tour, anche se tutti mi dicono che non posso davvero immaginare come sarà al Tour. Mi hanno detto che mi sembrerà di sognare, sto cercando di prepararmi mentalmente. Ma non mi dà fastidio, fa parte del gioco“.

Il duello mancato con Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard: “Mi sarebbe piaciuto che ci fossero. Mi piace correre contro di loro, anche se non l’ho ancora fatto molto contro Jonas. È sempre una sfida correre contro i migliori, è l’occasione per migliorare al loro fianco“. Il sogno è quello di riuscire a battere il campione del mondo: “Sognarlo, sì (ride, ndr). Poi bisogna essere realistici. Ho inevitabilmente molto rispetto per lui, e umiltà. Anche per Jonas, non bisogna dimenticarlo. Occupano i primi due posti del Tour da sei anni. Sono qui per cercare di misurarmi con loro, ma finché non lo farò preferisco non immaginare nulla né sognare“.

La sfida con Isaac Del Toro e Juan Ayuso: “È bello avere rivali di questo livello, corridori che sono proprio assetati di rivincita e che ho avuto modo di battere nei Paesi Baschi. Qui si riparte da zero, ed è proprio questo che ci piace quando siamo competitivi. Non citerò tutti i corridori che possono vincere qui, ma ce ne sono un bel po’ e, ovviamente, non è mai una vittoria scontata. Bisognerà lottare, sarà un ‘Delfinato’ piuttosto aperto“.

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