GP Cechia
MotoGP, Valentino Rossi e le ‘Nozze di Perla’ in Cechia. A Brno il trentennale dell’inizio della sua leggenda
Domenica 21 giugno, a Brno, si correrà il Gran Premio di Cechia 2026 valido per il Motomondiale. L’occasione è propizia per ricordare quanto accaduto nell’autodromo moravo (quasi) 30 anni fa, poiché il Circuito Masaryk fu il palcoscenico della prima vittoria di Valentino Rossi, concretizzatasi nel 1996. Si tratta di un anniversario concettuale, beninteso, perché all’epoca si correva ad agosto.
Per la verità, nel 1996, non era differente solo la data. Era diverso anche il nome del Paese in cui si gareggiava, perché ancora ci si riferita alla nazione mitteleuropea con la denominazione di Repubblica Ceca, peraltro balzata agli onori delle cronache sportive del Vecchio Continente grazie alle imprese della nazionale di calcio, inaspettatamente giunta in finale agli Europei d’Inghilterra eliminando Italia e Francia.
Era ben diverso anche il Motomondiale, perché era ancora in vigore la classe Sidecar e, proprio a Brno, venne matematicamente assegnato l’ultimo titolo della storia, conquistato dai britannici Darren Dixon/Andy Hetherington. Altri tempi, davvero. Un momento in cui, però, all’orizzonte si ammirava già l’aurora di quella che sarebbe diventata la stella più luminosa del firmamento.
Valentino Rossi, 17 anni, era all’esordio nel Motomondiale e aveva già fatto capire di essere un predestinato. A maggio era arrivato quarto in volata sia a Jerez de la Frontera che al Mugello. A giugno, ad Assen, si era guadagnato l’ovazione di 200.000 persone dopo aver disputato una gara clamorosa sotto una pioggia torrenziale (oggi, non si partirebbe neppure con quelle condizioni). Era finito nei prati olandesi, ma aveva effettuato 25 sorpassi a furia di staccate apparentemente folli e curve percorse in pieno prendendosi rischi enormi, quando Assen era veramente Assen.
In Austria, a inizio agosto, era arrivato il primo podio e due settimane dopo si corre a Brno. ‘Rossifumi’, ancora lontano da diventare ‘il Dottore’, mette subito in chiaro le cose sin dalle prove, conquistando la pole position. Poi, domenica mattina, inscena un duello al fulmicotone con il veterano spagnolo Jorge Martinez, una vecchia volpe delle piccole cilindrate con quattro titoli iridati in bacheca, che aveva il doppio dei suoi anni!
Ne viene fuori una corsa da cardiopalma, fatta di sorpassi e controsorpassi, di frenate al limite delle possibilità dell’uno e dell’altro, al termine della quale Valentino infila l’iberico e passa per primo sul traguardo, chiudendo nel migliore dei modi una giornata da ricordare. Inizia a Brno la sua epopea. Trascorrerà 25 anni in sella a una moto e, al di là degli innumerevoli successi, cambierà per sempre il motociclismo, facendogli guadagnare una popolarità senza precedenti. Non solo in Italia.
Una popolarità mai più riguadagnata e che difficilmente potrà essere recuperata. Chi ha il carisma di Valentino al giorno d’oggi? All’orizzonte non si vede nessuno che abbia la sua personalità e, francamente, neppure il suo talento. Chissà che dal 2027, con la riduzione dell’aerodinamica e degli aiuti elettronici, non si torni a vedere almeno il ‘manico’ anche in MotoGP. Per avere un vero personaggio, si deve sperare in Madre Natura.