GP Cechia
MotoGP, promossi e bocciati GP Cechia 2026. Marquez impartisce una lezione, Bezzecchi fallisce letteralmente l’esame di maturità
In tempo di esami di maturità, il tema dei promossi e bocciati è proprio d’attualità! Applicando il concetto al Gran Premio di Cechia di MotoGP, quali sono i centauri che hanno superato l’appello di Brno? Viceversa, quali sono i piloti respinti dalla commissione morava? Andiamo ad analizzarlo, nella certezza che per tutti si avvicina una nuova prova, quella di Assen, programmata già nel prossimo fine settimana. D’altronde, Eduardo De Filippo insegnava che ‘gli esami non finiscono mai’.
PROMOSSI
MARQUEZ Marc (Ducati) – Signore e signori, vi piaccia o meno, vi stia simpatico o antipatico, questo è uno dei più grandi motociclisti di tutti i tempi. Punto. Chi ama le corse, indipendentemente dal tifo, non può non amare El Trueno de Cervera. È stato superbo, conquistando una vittoria di testa e di cuore. Un successo fair and square, ossia netto e pulito, ottenuto con forza e determinazione, che conferma anche ai più scettici come il Balaton non sia stato un episodio, bensì l’inizio della rincorsa alla conferma del titolo.
BAGNAIA Francesco (Ducati) – Si merita la promozione, perché sta crescendo di settimana in settimana. Vero che domenica si deve inchinare a Marquez, ma non si tratta di un’onta. Anzi. Ha a che fare con uno dei migliori della storia, la cui personalità è peraltro all’altezza del suo talento. Gli ha tenuto testa per davvero e, soprattutto, non va dimenticato come sabato abbia dominato la Sprint. Se non è il miglior Pecco, non ci andiamo lontani. Attenzione, perchè seppur in seconda fila, anche lui è pienamente in corsa per il Mondiale. La stagione è ancora lunga, il suo rendimento impone di tenerlo in considerazione.
OGURA Ai (Aprilia Trackhouse) – Il miglior fine settimana della carriera, durante il quale tiene alta sostanzialmente da solo la bandiera dell’Aprilia. Due secondi posti sono il bottino di chi sta provando a entrare nel salotto di ‘Quelli buoni’. Anzi, ormai lo può frequentare. Siamo al cospetto del pilota giapponese più forte dai tempi di Daijiro Kato (con tutto il rispetto per Makoto Tamada e altri ‘nippo’ succeduti al gioiello del Sol Levante tragicamente scomparso nel 2003). Ha dimostrato di poter vincere, rappresenterà una bella variabile impazzita in qualsiasi gara da qui a fine anno.
ACOSTA Pedro (Ktm) – Lo si promuove perchè ci prova sempre, ci prova comunque e da’ spettacolo. Talvolta esagera, altre è oggettivamente sfortunato (come ieri), però movimenta sempre la scena e se può regalare un’emozione lo fa. Corre con una moto inferiore e lo sa. L’augurio è di vederlo su una sella da top di gamma a partire dal 2027, quando si trasferirà in Ducati. Il talento non manca e, prima o poi, verrà corroborato anche dai risultati.
BOCCIATI
BEZZECCHI Marco (Aprilia) – Se si parla di ‘Esame di Maturità’, il riminese lo ha proprio fallito. Probabilmente l’esclusione dalla gara domenicale è stata severa, però non esagerata o ingiusta. Esistono delle regole e non si può fare una colpa a chi le deve far rispettare se si prende la briga di applicarle. Brno è stata una tappa disastrosa per il Bez, sia sul piano aritmetico che in termini di credibilità della sua forza interiore. Talvolta le sberle servono per crescere. Prendendole, però. Non dandole. Quello moravo è a tutti gli effetti un ceffone, dal quale Marco dovrà giocoforza ripartire per essere più freddo, forte e maturo in futuro. La rincorsa al #1 sul cupolino passa (anche) da qui.
MARTIN Jorge (Aprilia) – Si sapeva che il Gran Premio di Cechia sarebbe stato complicato per via della doppia long lap penalty comminatagli dopo le “imprese” del Montmelò. Però, indipendentemente dai risultati, lo spagnolo è apparso sottotono, sostanzialmente anonimo, al lordo delle sanzioni da scontare. Lo dimostra il rendimento ampiamente superiore tenuto da Ai Ogura. Ha racimolato qualche punticino, ma la sua candidatura iridata – per quanto ancora viva – vede ridotta la propria credibilità.