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MotoGP, Marc Marquez torna a minacciare i record di Agostini e Rossi. Ritrovato il successo, riparte la rincorsa ai primati degli italiani

Francesco Paone Casati

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Marc Marquez / LaPresse

Come sappiamo, Marc Marquez ha conquistato in Ungheria la vittoria numero 100 della sua carriera nel Motomondiale. Il numero fa riferimento a tutte le categorie, senza fare distinzione fra quella regina e quelle formative. La pietra miliare prossima ormai da settembre 2025, ma raggiunta solo a giugno 2026, in precedenza era stata valicata solamente da Giacomo Agostini e Valentino Rossi.

‘Mino’ si è spinto a 122 affermazioni, correndo sì in più classi contemporaneamente, ma avendo a disposizione un calendario molto più contenuto di quello attuale. Le due dinamiche, quindi, si compensano in qualche modo. ‘Il Dottore’ ha, dal canto suo, raccolto 115 successi. Va rimarcata la differente anagrafica alla quale i tre hanno conseguito la tripla cifra. Agostini e Rossi vi sono arrivati pochi mesi dopo aver compiuto 30 anni, viceversa Marquez lo ha fatto a 33 primavere.

Dopo la proverbiale “età di Cristo”, le gare in cui il lombardo è passato per primo sotto la bandiera a scacchi si contano sulle dita di una mano. Valentino invece ne ha assommate 12, pur correndo fino a 42 anni suonati. La domanda sorge spontanea, quante vittorie sono ancora nascoste nel futuro del fuoriclasse spagnolo?

Ovviamente, nessuno conosce la risposta, se non qualche ipotetica entità soprannaturale. Di certo, prima o poi El Trueno de Cervera dovrà inchinarsi alla legge della natura, alla quale presto o tardi nessuno scappa. Di certo, finché sarà in salute e avrà per le mani una moto competitiva, sarà un centauro con cui tutti dovranno fare i conti. Molto dipende anche dalla sua motivazione, ma la possibilità di stabilire nuovi primati sembra tenere acceso il suo fuoco interiore.

Uno fuoco che, in questo 2026, tiene caldo il ferro. Marc deve batterlo il più possibile, perché del “domani non v’è certezza”. Impossibile superare Agostini e Rossi quest’anno. Però, proseguendo anche nelle stagioni venture, nulla gli è precluso. Il conteggio dice -22 da Agostini nelle affermazioni tout-court e –15 da Rossi in quelle della top-class.

L’anagrafica penalizzante non è necessariamente un problema, se c’è qualcuno in grado di abbattere le barriere del tempo, quello è proprio lui. Lo dimostra quanto fatto nel 2025, stagione nella quale è tornato a vincere un Mondiale a ben 6 anni di distanza dall’ultimo, impresa che non era mai riuscita a nessuno in precedenza. Una vera e propria resurrezione, compiuta 12 anni dopo il titolo iniziale.

Scrollatasi dalle spalle la ‘Scimmia’ della ‘Centesima’ che non arrivava mai e dissipati i dubbi legati alla sua integrità fisica, ora il discorso dei record relativi ai successi torna d’attualità, a cominciare da domenica. Il discorso, negli ultimi anni, è stato aperto e chiuso più volte. In realtà, Marquez sta facendo di tutto per mettere tra parentesi i periodi privi di affermazioni, rendendo sempre più incisiva la dialettica di una carriera senza precedenti nella storia del motociclismo.

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