GP Ungheria
MotoGP, Marc Marquez fa paura! Il suo ruggito ungherese si è udito in ogni dove. Il Re non abdica!
Sembra di leggerli i pensieri di Marc Marquez dopo il Gran Premio d’Ungheria: “Ya regresé ahora. Y voy a hacer las cosas bien!” , ossia “sono tornato e ora voglio fare le cose per bene”. Il trentatreenne spagnolo ha spezzato tanti incantesimi in un colpo solo, sconquassando improvvisamente tutte le logiche legate al Mondiale.
Innanzitutto è tornato a vincere dopo quasi 9 mesi. Una quisquilia per chi ha saputo riaffermarsi dopo anni di digiuno? Ni, perché nel mezzo ci sono stati due infortuni, compresa una ricaduta. Eppure, per l’ennesima volta, El Trueno de Cervera ha saputo risorgere. Peraltro, l’affermazione del Balaton Park è significativa, poiché gli ha permesso di raggiungere la pietra miliare delle 100 vittorie nel Motomondiale.
Quella tripla cifra, apparentemente una formalità da espletare sul finire della scorsa estate, si era tramutata in una sorta di supplizio di Tantalo. Un supplizio terminato ieri in grande stile. Perché il veterano iberico non ha solo tagliato questo benedetto traguardo al termine di un ultimo chilometro rivelatosi molto più impervio del previsto, ma al contempo ha spazzato via tutti i dubbi legati alla sua condizione fisica. È tornato in piena salute e ora fa paura.
Sì, perché il vero Marc Marquez può anche pensare di recuperare i 72 punti che attualmente lo separano da Marco Bezzecchi e i 52 i ritardo da Jorge Martin. Siamo a poco più di un terzo di stagione, c’è ancora spazio per rimontare. Sarebbe la risalita più clamorosa di sempre nella storia del Motomondiale, ma se c’è qualcuno che può pensare di realizzarla, quello è El Trueno de Cervera.
È sufficiente guardare con quale margine ha conquistato alcuni dei suoi titoli iridati, compreso l’ultimo. La distanza fra lui e gli avversari, talvolta, si è misurata in parsec. Chiaramente, il recupero di cui sopra è, ora come ora, puramente ipotetico. Non è detto che tutti i fine settimana filino lisci per El Trueno de Cervera come è accaduto in Ungheria. Al tempo stesso, sicuramente Bezzecchi e Martin avranno modo di reagire vigorosamente.
Però il punto è un altro. A oggi, 8 giugno 2026, Marc Marquez può e deve essere considerato un pretendente al ruolo di Campione del Mondo. Se è in salute (ed è in salute) e se Ducati è competitiva (ed è competitiva), può diventare una minaccia concreta per i “Cavalieri Neri” Aprilia, i quali saranno consci di dover fare conti con un feroce predatore.
Un predatore ancora lontano dalle sue prede, ma il cui ruggito si è udito in ogni dove. Il Re della Jungla, per quanto ferito, ha fatto intendere di non avere alcuna intenzione di abdicare. Simply the Bez e Martinator hanno ancora un buon margine, che però non è “di sicurezza”. D’altronde, di sicurezze, con il vero Marquez, non ce ne sono più. Se non quella che lui, integro fisicamente, è il migliore di tutti.