GP Cechia

MotoGP, comunque vada il 2026 entrerà nella Storia. Sarà il Mondiale più pazzo del decennio?

Francesco Paone Casati

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Marc Marquez Lapresse

Siamo al 22 di giugno. Il Mondiale di MotoGP si chiuderà il 29 novembre. Nonostante manchino ancora 5 mesi all’epilogo della stagione, abbiamo già una certezza assoluta. Questa edizione entrerà nella storia, perché nelle prime nove gare ne sono già successe di tutti i colori. Anzi, diciamo pure che abbiamo già sconfinato nello spettro dell’infrarosso e dell’ultravioletto.

Se dovesse vincere Marco Bezzecchi, ricorderemo il 2026 come l’anno del primo titolo Aprilia e bisognerà spiegare che esso è arrivato nonostante il riminese, all’inizio dell’estate, abbia patito una clamorosa squalifica per aver messo le mani addosso a un marshall. Brno quale ‘The Brawl Race’, da cui l’italiano avrà saputo riprendersi a dispetto di uno zero dalle dinamiche anomale.

Se dovesse vincere Marc Marquez, ricorderemo il 2026 come l’anno della sua epocale Remuntada, poiché l’iberico avrebbe avuto modo di imporsi nonostante l’ennesimo infortunio e un ritardo di oltre 100 punti dopo il GP d’Italia. Peraltro, saremmo a otto titoli nella classe regina e dieci in ambito assoluto, con tutto ciò che le due pietre miliari comporterebbero per la storia del Motomondiale.

Se dovesse vincere Jorge Martin, ricorderemo il 2026 come l’anno del primo titolo Aprilia e ci metteremo le mani nei capelli nel pensare che il madrileno sarebbe stato in grado di primeggiare da separato in casa e, soprattutto, nel constatare come per la seconda volta nel giro di tre anni abbia conquistato l’iride e poi abbandonato il team con cui si è laureato Campione. Una sorta di vedova nera.

Se dovesse vincere Francesco Bagnaia, ricorderemo il 2026 come l’anno della sua inaspettata Resurrezione, in quanto il piemontese sarebbe riuscito a trionfare a dispetto di un evidente calo di rendimento accusato tra il 2025 e l’inizio del 2026, poi progressivamente superato sino a un successo assoluto sul quale nessuno avrebbe mai scommesso.

Se dovesse vincere qualcun altro, leggasi Fabio Di Giannantonio, Ai Ogura o Pedro Acosta, ricorderemo il 2026 come una delle stagioni più pazze di tutti i tempi, al termine della quale è emerso un nome completamente a sorpresa, a dimostrazione di come lo sport possa essere imprevedibile, affascinante e aperto a qualsiasi soluzione.

Insomma, comunque vada, ci sarà da raccontare “una storia” e bisognerà riscrivere “la Storia”. Non resta che godersi lo spettacolo, in attesa di capire quale sentiero sarà imboccato dal corso degli eventi e, soprattutto, con quali connotati. Tutti da scoprire, in quanto cambiano di continuo.

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