Ciclismo

Meno auto, più biciclette: alla Camera il progetto per portare il bike leasing aziendale in Italia

Federico Rossini

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Conferenza Stampa Corporate Bike Leasing / LCP

Si è tenuta oggi, alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, una conferenza stampa legata alla questione del Corporate Bike Leasing, un tipo di modello che fa sì che i dipendenti possano accedere a una bicicletta tramite un contratto di leasing aziendale finanziato convertendo una quota dello stipendio lordo. Un sistema che punta a rendere più accessibile l’uso di mezzi di qualità per gli spostamenti giornalieri, nonché a introdurre una serie di benefici per individui, imprese e Stato. Ed è un sistema già in uso importante in diversi Paesi, in particolare Germania e Belgio, mentre in Italia la mobilità attiva casa-lavoro (a piedi o in bici) è utilizzata dal 14,9% degli italiani, con l’uso della bicicletta preferito dal 2,9% (con una riduzione del 17% in tal senso: dati Osservatorio Valore Sport di TEHA Group).

Alla conferenza, dal titolo Corporate Bike Leasing – Un’opportunità per generare valore economico, sociale e ambientale”, promossa dall’On. Roberto Pella (vicepresidente ANCI), hanno partecipato il vicepresidente della Lega Ciclismo Professionistico Roberto Ciambetti, il Viceministro dell’Ambiente e della Siurezza Energetica Vannia Gava, il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, il Presidente della IV Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione Giuseppe Mangialavori, i membri della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Anthony Barbagallo, Antonino Iaria, Giulia Pastorella e Carmine Raimondo.

Così ha introdotto la conferenza Roberto Pella: “Il Corporate Bike Leasing è una proposta concreta, realistica e coerente con la necessità di promuovere nuovi modelli di mobilità sostenibile e di welfare aziendale. L’obiettivo è portare anche in Italia uno strumento già sperimentato con successo in altri Paesi europei, capace di generare benefici per lavoratori, imprese, territori e sistema pubblico”.

Queste invece le parole del vicepresidente LCP Roberto Ciambetti, che ribadisce gli esempi virtuosi continentali: “Come dimostrato ci sono esempi positivi che arrivano da altri Paese Europei come Belgio, Germania e Olanda. Attraverso il bike leasing si possono acquisire soprattuto e-bike, mezzi che a volte si fatica ad acquistare visti i costi. Si tratta di un incentivo alla mobilità ciclistica  in ambito locale per togliere  auto dalle strade. Se all’estero funziona (vedi l’esempio di JOB RAD) perchè non farlo anche in Italia? Basta copiare da chi sa far bene ed ha creato modelli virtuosi“.

Oltre ai nomi già citati, si è avuto anche l’intervento di Fulvio Matteoni (Relazioni Istituzionali Decathlon Italia e membro dell’Advisory Board dell’Osservatorio Valore Sport), che si è riferito all’attuale congiuntura globale: “In un contesto di crisi energetica come quello che stiamo vivendo, aumentare la percentuale di utilizzo della bicicletta per il tragitto casa-lavoro credo sia assolutamente auspicabile. Il Corporate Bike Leasing può essere una vera leva per facilitare il cambiamento“.

Così l’esponente governativa Lucia Albano: “Il Corporate Bike Leasing è una misura interessante perché unisce sostenibilità, salute e welfare aziendale. Dal punto di vista economico-finanziario, il tema merita un approfondimento serio, anche alla luce delle esperienze europee già consolidate“. Le fa eco Vannia Gava, che è viceministro del MASE: “Promuovere la mobilità ciclistica negli spostamenti quotidiani significa ridurre emissioni, traffico e pressione sulle città. Il Corporate Bike Leasing può rappresentare uno strumento utile e attuabile per accompagnare la transizione verso modelli di mobilità più sostenibili“. Ad approfondire Giuseppe Mangialavori: “La proposta è interessante perché consente di ragionare su un meccanismo concreto, capace di generare benefici diffusi senza limitarsi a una misura simbolica. È un tema che può essere valutato con attenzione anche sotto il profilo della sostenibilità finanziaria e degli impatti per il sistema-Paese“.

A seguire gli interventi dei membri della multipartitica IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. Anthony Barbagallo riferisce del quadro della mobilità italiana nel quadro delle politiche in tema di trasporti: “La mobilità quotidiana è uno dei grandi temi delle politiche dei trasporti. Il Corporate Bike Leasing può contribuire a rendere più accessibile l’uso della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro, soprattutto se inserito in un quadro più ampio di infrastrutture, sicurezza e intermodalità“.

Così Antonino Iaria, in riferimento all’esperienza estera: “L’esperienza di altri Paesi dimostra che il Corporate Bike Leasing è una soluzione possibile. Anche in Italia è utile aprire un confronto tecnico e politico per capire come adattare questo modello al nostro ordinamento e alle esigenze dei lavoratori“.

A seguire Giulia Pastorella, che approva il progetto: “Questa proposta va nella direzione giusta perché guarda insieme a sostenibilità, innovazione del welfare e qualità della vita. Rendere più semplice per i lavoratori scegliere la bicicletta significa agire in modo concreto su salute, ambiente e vivibilità urbana, senza dimenticarci del tema infrastrutturale“.

Infine c’è l’ulteriore sguardo in avanti di Carmine Raimondo: “Il Corporate Bike Leasing può essere una misura concreta per promuovere una mobilità più sostenibile e vicina ai bisogni dei cittadini. È importante lavorare su strumenti praticabili, capaci di coinvolgere imprese, lavoratori e istituzioni in un obiettivo comune“.

A chiudere la conferenza il partner di TEHA Group Emiliano Briante: “Siamo molto soddisfatti che il Corporate Bike Leasing, proposta sviluppata nell’ambito dell’Osservatorio Valore Sport, abbia già raccolto l’interesse di tutte le forze politiche intervenute, in modo bipartisan e trasversale tra maggioranza e opposizione. È un segnale importante, perché conferma la concretezza di una misura che ha impatti e ricadute su salute, sostenibilità, welfare aziendale e qualità della vita“. Si ricorda, in specie, che TEHA Group ha contribuito a fondare nel 2022 l’Osservatorio valore Sport insieme a partner pubblici e privati.

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