Ciclismo
Matteo Scalco: “Le corse a tappe nel mio futuro. C’è l’idea di passare nel World Tour l’anno prossimo”
I tre anni trascorsi alla VF Bardiani-CSF Faizanè hanno rappresentato un passaggio fondamentale nella crescita di Matteo Scalco. Lo scalatore vicentino, nato a Sandrigo e prossimo a compiere 22 anni il 25 giugno, ha costruito stagione dopo stagione un bagaglio di esperienza sempre più importante, confrontandosi con alcune delle corse più prestigiose del panorama Under 23. Un percorso di maturazione che gli ha permesso di compiere quest’anno un ulteriore salto di qualità, approdando alla squadra di sviluppo della XDS Astana. L’impatto con la nuova realtà è stato più che positivo. Nella prima parte di stagione Scalco ha già lasciato il segno conquistando la classifica generale e una tappa al Tour of Rhodes, confermando le qualità che negli ultimi anni lo hanno reso uno dei talenti italiani più interessanti tra gli scalatori. Nel 2025 aveva infatti centrato il successo al GP Sportivi di Poggiana, chiudendo inoltre nella top 10 del Giro Next Gen e nella top5 del Giro della Valle d’Aosta, due appuntamenti che rappresentano un banco di prova fondamentale per chi sogna un futuro nel ciclismo che conta. Con il Giro Next Gen alle porte, Scalco guarda avanti con ambizione ma senza fretta. La prospettiva del World Tour è ormai concreta, ma il corridore veneto è convinto che ogni tappa del percorso abbia la sua importanza. Lo abbiamo intervistato per fare il punto sulla sua crescita, sul passaggio all’Astana e sugli obiettivi per il futuro.
Dalla Bardiani alla squadra sviluppo dell’Astana: quali differenze principali hai notato?
“L’ambiente Astana è sicuramente più strutturato e internazionale. Durante i ritiri capita spesso di lavorare a stretto contatto con la squadra World Tour, un’opportunità molto stimolante per un giovane corridore. Rispetto alla Bardiani, dove gran parte dello staff era italiano, qui convivono tante nazionalità diverse e questo mi sta aiutando anche a migliorare il mio inglese. In Bardiani sono stato davvero bene: è stato l’ambiente ideale per crescere e maturare. Sono grato per quegli anni e felice di essere approdato in Astana”.
Tra poco compirai 22 anni: ti aspetti e speri di approdare nel WorldTour nel 2027 oppure pensi che un altro anno da U23 farebbe bene alla tua crescita?
“L’idea è quella di passare nel World Tour nel 2027. Questo però è ancora un anno importante per continuare a crescere e maturare prima del grande salto. Finora la stagione sta andando bene, le cose stanno procedendo secondo i piani e sia io sia la squadra siamo soddisfatti del percorso che stiamo facendo”.
A tal proposito, che idea ti sei fatto dei percorsi diversi di Seixas e Finn?
“Seixas è un fenomeno e lo sta dimostrando anche quest’anno, confermando tutto quello che di buono si diceva su di lui. Finn sta seguendo un percorso più graduale, ma credo che ogni corridore debba trovare la propria strada. Fare esperienza e acquisire consapevolezza dei propri mezzi è fondamentale. Ognuno ha tempi diversi: io, per esempio, ho trascorso tre anni nella categoria Under23 prima di arrivare a questo livello e non lo considero affatto un aspetto negativo, anzi…”.
Lo scorso anno hai corso il Giro Next Gen dove era presente anche lo stesso Finn: pensi che abbia qualcosa di speciale?
“Lorenzo è sicuramente un corridore molto forte, soprattutto in salita. Non lo conosco particolarmente bene dal punto di vista personale, ma mi sembra un ragazzo tranquillo e molto consapevole delle proprie qualità. Sono certo che arriverà al Giro con una squadra competitiva, in grado di supportarlo al meglio”.
9° al Giro Next Gen, 5° al Giro della Valle d’Aosta lo scorso anno: le corse a tappe sono nel tuo futuro?
“Penso proprio di sì. Credo di avere una buona capacità di recupero e, in generale, mi piacciono molto le corse a tappe e tutto il lavoro che c’è dietro nella preparazione e nella gestione della gara. Potrebbe essere questa la direzione più adatta alle mie caratteristiche”.
Sei uno scalatore puro. Da migliorare sprint ristretti e cronometro?
“Sicuramente sì. Già quest’anno ho fatto dei passi avanti sia nelle cronometro sia negli sprint di gruppi ristretti. Inoltre ho messo su qualche chilo rispetto alla scorsa stagione, un aspetto che ritengo importante per continuare a crescere e diventare un corridore più completo”.
Quanto è stata importante la vittoria al Tour of Rhodes?
“È stata una vittoria importante, anche perché tutto è andato secondo i piani. La squadra ha svolto un lavoro eccezionale e questo successo ci ha dato fiducia e morale per il resto della stagione. Successivamente al Palio del Recioto ho chiuso secondo alle spalle di Finn, che quel giorno è stato davvero molto forte. Nel complesso sono soddisfatto di questa prima parte dell’anno. Arriverò al Giro dopo tre settimane di ritiro in altura e con tanta motivazione per fare bene”.
Dopo il Giro Next Gen, cosa prevederà il tuo calendario per la seconda parte di stagione?
“Stiamo ancora valutando insieme alla squadra se partecipare o meno al Campionato Italiano. Successivamente tornerò in altura per preparare al meglio i prossimi appuntamenti, con Burgos e soprattutto il Tour de l’Avenir come obiettivi principali”.
Finn a parte, chi saranno i principali avversari da tenere d’occhio al Giro Next Gen?
“Per la classifica generale direi Henrique Bravo della Quick-Step, Ramirez Torres della UAE e Van Kerckhove della Visma”.
C’è una corsa che sogni di vincere nella tua carriera?
“Da italiano il sogno più grande non può che essere il Giro d’Italia. Se proprio devo sognare in grande, direi quello. Ma sarei felicissimo anche di riuscire a conquistare una tappa: sarebbe comunque qualcosa di speciale”.