Roland Garros
Matteo Arnaldi spiega il forfait: “Andavo in bagno di continuo. Mi sentivo stordito, non lo auguro a nessuno”
Matteo Arnaldi non è riuscito nemmeno a scendere in campo. La semifinale tutta italiana del Roland Garros 2026 contro Flavio Cobolli, uno degli appuntamenti più attesi del torneo, è stata cancellata a pochi minuti dall’orario previsto a causa del forfait del tennista ligure. In conferenza stampa l’azzurro ha raccontato di essere stato colpito nella notte da un violento episodio gastrointestinale, accompagnato da vomito, problemi di stomaco, febbre sospetta e forte disidratazione, condizioni che gli hanno reso impossibile competere sul Centrale di Parigi.
Fino al pomeriggio del giorno prima tutto sembrava normale: allenamento regolare, preparazione abituale, nessun segnale particolare. Il malessere è comparso dopo cena. “Ieri stavo bene, sono venuto ad allenarmi, ho fatto tutto quello che dovevo fare e mi sentivo a posto. Poi sono andato a cena, ho iniziato a sentirmi così così con lo stomaco, pensavo di non aver digerito molto bene“.
Poche ore dopo la situazione è precipitata. “Poi mi sono svegliato all’una di notte e ho iniziato a vomitare, non mi sentivo per niente bene. Ho provato a dormire, ma non ci sono riuscito e alle sei, sette del mattino ho vomitato di nuovo, e stavolta è stata abbastanza pesante“. Lo staff medico del torneo è intervenuto direttamente in camera. “Abbiamo chiamato il dottore in camera, è venuto, mi ha dato delle cose e speravo fosse solo qualcosa legato alla cena o una cosa del genere, ma durante la giornata non sono riuscito a mangiare. Ogni volta che mangiavo qualcosa o bevevo qualcosa dovevo tornare in bagno“.
Il problema non era quindi un semplice episodio isolato: l’incapacità di trattenere cibo e liquidi ha rapidamente compromesso lo stato di idratazione del giocatore. Alla domanda se si trattasse di un’intossicazione alimentare o di un’infezione virale, il ligure ha spiegato che il team non aveva ancora una certezza, ma che i sintomi facevano pensare soprattutto a una forma virale. “Non ne ho idea. Onestamente penso sia un virus, perché mi sentivo molto freddo, credo di aver avuto anche un po’ di febbre durante il giorno, ma non lo so. So solo che non riesco a muovermi, non riesco a mangiare e non riesco a bere. Non c’era davvero alcuna possibilità che riuscissi a giocare“.
Arnaldi ha escluso che il problema fosse legato a farmaci o integratori assunti per recuperare le fatiche del torneo. “No, medicine no di sicuro, non ho preso niente. Sono andato a cena come tutti gli altri giorni pre-partita e non lo so, sinceramente non abbiamo ancora capito da cosa sia derivato“. Il giocatore ha anche ricordato un precedente episodio simile. “Mi era successa una cosa simile ad Acapulco l’anno scorso“.
Pur ammettendo la stanchezza accumulata nelle due settimane parigine, Arnaldi ha ribadito che fino alla sera precedente si sentiva bene. “Sicuramente ero un po’ stanco, ovviamente, ho giocato tanto, però come ho detto prima in inglese stavo bene: ieri mi sono allenato un’ora, 45 minuti, stavo bene, stava andando tutto secondo i piani. Da ieri sera è successo qualcosa che ancora non abbiamo capito e sta continuando tutt’oggi. Sicuramente non credo sia stato solo il cibo, perché altrimenti non sarebbe continuato; invece continua durante il giorno, quindi sicuramente è qualcosa di virale“.
Uno degli aspetti più significativi emersi dalla conferenza è che Matteo ha cercato di rimandare il più possibile la rinuncia, nella speranza di un miglioramento improvviso. “Ho provato a prepararmi, a restare qui il più possibile per vedere se potevo andare in campo, ma ogni volta che mi alzavo mi sentivo stordito, non mi sentivo bene. E sono ancora sicuro che, se mangiassi di nuovo, non mi sentirei bene. Quindi è stata la decisione giusta da prendere“.
La scelta definitiva è arrivata praticamente all’ultimo momento utile. “Sono arrivato fino ad adesso: l’ho visto negli spogliatoi alle sei e proprio quando dovevo iniziare a prepararmi per la partita ho capito che per me era impossibile, quindi gli ho detto che non avrei giocato“. Il ligure ha motivato il forfait anche con ragioni di sicurezza fisica e di correttezza sportiva. “Fino a prima stavo cercando di trovare ogni soluzione possibile per provare a scendere in campo, però abbiamo preso la decisione di non giocare perché non avrebbe avuto senso né per me, perché avrei rischiato infortuni per come sono disidratato e per quanto ho mangiato, né per lui, per rispetto suo e per rispetto delle persone, perché non sarebbe stata una bella partita“.
Con il ritiro di Arnaldi, Cobolli accede direttamente alla sua prima finale Slam in carriera. Arnaldi ha espresso rammarico per il pubblico e per gli appassionati italiani arrivati a Parigi per assistere all’incontro. “Mi dispiace per tutti quelli che avevano il biglietto e sono venuti, per tutti gli italiani che sono venuti a guardarci. Sono contento per lui che andrà a giocare la finale, ma allo stesso tempo mi dispiace perché non abbiamo potuto giocare la partita. È dura essere qui”.
Il romano troverà in finale Alexander Zverev, qualificatosi dall’altra semifinale dopo la vittoria su Jakub Mensik. L’atto conclusivo è in programma domenica 7 giugno 2026.
Dichiarazioni da Vanni Gibertini