GP Olanda

Marc Marquez: “Ducati era la mia prima opzione. Il titolo? Un regalo essere a 40 punti dalla vetta”

Giandomenico Tiseo

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Marc Marquez / IPA Sport

Marc Marquez si presenta ad Assen con il vento in poppa e una fiducia ritrovata dopo mesi complicati. Le due vittorie consecutive conquistate negli ultimi Gran Premi hanno rilanciato le sue ambizioni iridate e restituito al campione spagnolo la consapevolezza di poter tornare stabilmente ai vertici della MotoGP. Alla vigilia del weekend olandese, però, il pilota della Ducati Factory preferisce mantenere i piedi per terra, concentrandosi più sul presente che sulle prospettive a lungo termine.

Il tema centrale della conferenza stampa è stato inevitabilmente il recente rinnovo biennale con la Rossa, una scelta che Marquez ha accolto con soddisfazione dopo un periodo segnato da dubbi e difficoltà fisiche. “Sono molto contento di rimanere per 2 anni con Ducati, era quello che speravo“, ha spiegato lo spagnolo, ricordando come l’infortunio rimediato in Indonesia abbia inevitabilmente rallentato ogni valutazione sul futuro. “L’inverno non è stato semplice dopo l’infortunio in Indonesia ma Ducati ha creduto in me. Mi hanno atteso e mi hanno dato la possibilità di prendere la decisione al momento giusto“.

Un atteggiamento che il pilota ha particolarmente apprezzato e che ha contribuito a rafforzare il legame con la casa di Borgo Panigale. “Quando stai bene in un posto e ti senti ben voluto, è ovviamente la prima opzione. Ducati è sempre stata la mia prima opzione“, ha ribadito. Marquez ha inoltre rivelato che sul tavolo c’era anche la possibilità di un accordo più breve: “Sì, c’era l’opzione di firmare per un anno, ma abbiamo pensato fosse meglio un biennale per il progetto“.

Al di là dei risultati, il vero obiettivo per i prossimi anni sembra essere soprattutto quello di ritrovare serenità e piacere nel correre. Un aspetto che il campione catalano considera fondamentale nella fase conclusiva della propria carriera. “L’obiettivo più importante per i prossimi 2 anni è continuare a godermi le corse per gli ultimi anni della mia carriera“, ha dichiarato.

Una riflessione maturata anche osservando quanto accaduto ad altri: “Tanti piloti hanno chiuso la carriera odiando lo sport che hanno praticato, per pressione, infortuni e difficoltà. Voglio solo continuare a divertirmi e godermeli“. Un concetto ribadito più avanti nella conferenza: “Voglio godermi la mia passione e gli ultimi anni della mia carriera, spingere al 100% e poi avremo tempo per vedere quale sarà l’obiettivo“.

Le condizioni fisiche restano comunque un elemento chiave nel percorso di risalita di Marquez. Lo spagnolo ha raccontato con sincerità le paure vissute prima dell’ultimo intervento chirurgico e il lungo lavoro necessario per recuperare competitività. “Prima dell’intervento ero spaventato. Ogni operazione che fai perdi un po’ di percentuale potenziale“, ha ammesso.

Il problema principale riguardava il braccio destro: “Avevo perso tanto potenziale rispetto alla parte sinistra del mio corpo, in quel momento mi sono detto di dover aspettare“. Dopo una prima parte di stagione particolarmente difficile, però, la situazione è migliorata sensibilmente: “La prima parte della stagione è stata un disastro per la spalla, poi sono tornato a un livello accettabile“. Anche per questo oggi guarda con maggiore fiducia al futuro: “Le ultime settimane mi hanno fatto capire che sto tornando a un livello accettabile per essere competitivo, ma vediamo. Sono concentrato sul presente“.

Tra gli argomenti affrontati anche i test svolti a Brno in ottica regolamento 2027. Marquez ha invitato alla prudenza nelle valutazioni iniziali, pur mostrando segnali di ottimismo: “Le prime impressioni sono sempre prime impressioni, non di più. C’è tanto lavoro da fare, tante cose nuove da provare“. Tuttavia, le sensazioni raccolte nei primi chilometri sono state positive: “La base di partenza non è stata per niente male“.

Guardando al fine settimana di Assen, il numero 93 non nasconde che il tracciato olandese rappresenti storicamente una delle piste meno favorevoli alle sue caratteristiche. “Questo tracciato non mi è mai piaciuto particolarmente ma ho fatto fatica anche quando ero in piena forma“, ha spiegato. Per questo motivo evita proclami e preferisce procedere con cautela: “Vediamo come andrà giorno dopo giorno, non mi pongo limiti ma neanche obiettivi“. Le difficoltà attese sono legate soprattutto alle peculiarità del circuito: “Credo che farò un po’ di fatica ma spero che il weekend possa finire bene“.

La consapevolezza delle proprie criticità emerge ancora più chiaramente quando il discorso si sposta sulla classifica mondiale. “Non so come ma sono solo a 40 punti dal leader. È un regalo che mi è arrivato da qualche parte“, ha commentato con una punta di ironia. La priorità resta superare indenne uno dei weekend più insidiosi della stagione: “Continuerò con la mia mentalità, lo farò questo weekend. Avrò tempo per pensare al campionato nella seconda parte della stagione“. Poi l’avvertimento ai rivali: “Vediamo se riuscirò a ‘sopravvivere’ a questo weekend e poi andare in ‘attack mode’“. Un’affermazione che conferma come il campionato possa diventare un obiettivo concreto qualora il pilota Ducati riuscisse a limitare i danni ad Assen. “Tutti i miei punti deboli sono su questa pista“, aggravati dal fatto che “quest’anno faccio fatica nei cambi di direzione perché mi manca muscolatura“.

Infine, Marquez ha commentato anche l’arrivo di Pedro Acosta nel panorama Ducati, spendendo parole di grande stima nei confronti del giovane talento spagnolo. “Pedro sicuramente era uno dei migliori piloti sul mercato, penso sia stata una delle migliori scelte possibili e lo sarebbe stata per qualsiasi squadra“, ha affermato. Pur prevedendo un impatto immediato del connazionale, ha però preferito non spingersi oltre nelle valutazioni: “Sarà sicuramente competitivo dall’inizio ma non vado oltre perché ho un gran rispetto per Pecco che è il mio compagno“.

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