Ciclismo

Lorena Wiebes protesta per la squalifica al Giro: “La pesatura mi dà fastidio, era uguale alla Sanremo… Ingiustizia”

Stefano Villa

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Lorena Wiebes / Lapresse

Lorena Wiebes è stata squalificata dal Giro d’Italia femminile 2026 dopo aver vinto la prima tappa, a causa di una violazione del regolamento UCI: la bicicletta della fuoriclasse olandese era infatti più leggera del peso minimo consentito e dunque l’atleta della Sd Worx-Protime è stata costretta a lasciare la Corsa Rosa. La sua squadra ha già comunicato di voler intraprendere azioni legali per ottenere un risarcimento del danno, ma la ciclista non si era ancora pronunciata.

Solo sei giorni dopo l’episodio Lorena Wiebes ha deciso di commentare quanto successo al podcast Le Koers: “All’inizio provavo soprattutto tristezza. Poi è subentrata la rabbia per come sono andate le cose. La sera della decisione e il secondo giorno sono stati molto duri. La pesatura dell’UCI è stata la cosa che mi ha infastidito di più. Avevo già corso diverse volte con una sola corona e so che la mia bici per la Milano-Sanremo era stata pesata con la stessa configurazione. Dopo la tappa l’abbiamo rifatta in hotel. Anche allora era tutto a posto. Spero che questo tolga un peso ai meccanici”.

L’atleta ha poi proseguito: “Mi piacerebbe che l’UCI riesaminasse quelle norme. Mi chiedo se un corridore debba davvero essere punito così severamente per un problema alla bicicletta su cui, in quanto corridore, non ha alcun controllo. La punizione è troppo severa. È una questione complessa: gli scalatori possono trarre vantaggio da una bicicletta più leggera. D’altra parte, però, mi chiedo: si guadagna davvero qualche minuto se la bicicletta è più leggera di 20 grammi? È un argomento difficile da affrontare, lo capisco bene”.

Poi la chiusura senza nascondersi dietro a un dito:Mi sembra un’ingiustizia, forse un cartellino giallo e una multa per la squadra sarebbero stati meglio. Se poi si presenta una seconda volta una bici troppo leggera, allora si può essere esclusi dalla gara. Ciò che per me è più importante è che non devono più esserci fluttuazioni nelle misurazioni. L’UCI deve assolutamente occuparsene. I finali e i percorsi a volte sono pericolosi e sembra che a loro non interessi. Questo non aveva nulla a che fare con la sicurezza, quindi mi sembra un po’ esagerato”.

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