Formula 1

L’Italia si gode Bezzecchi e Antonelli, leader in MotoGP e F1: una storia di amicizia

Giandomenico Tiseo

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Antonelli / LaPresse

Una storia di amicizia. L’Italia si trova a vivere un momento particolare nel Motorsport, che va oltre il valore storico/statistico di una leadership in F1 e MotoGP, con due rappresentanti, cosa che non accadeva dal 1952 con Alberto Ascari in F1 e Umberto Masetti sulle due ruote.

Da una parte c’è  Kimi Antonelli, il diciannovenne bolognese che ha bruciato le tappe e conquistato la F1 con la naturalezza dei predestinati con la Mercedes, fino a issarsi al comando della classifica iridata dopo un avvio di stagione da record. Dall’altra c’è Marco Bezzecchi, protagonista della rinascita Aprilia e capace di riportare un pilota italiano in vetta alla MotoGP grazie a prestazioni di assoluto livello.

Ma a rendere ancora più affascinante questa storia non è soltanto il valore statistico del traguardo, tra l’altro già certificato nelle settimane precedenti. A differenza di quanto accadde nel 1952, i due leader italiani condividono infatti un rapporto autentico che va oltre i risultati e le classifiche.

L’amicizia tra loro è nata lontano dai riflettori, all’interno dell’universo creato da Valentino Rossi. Kimi, da sempre appassionato anche di motociclismo, ha frequentato il Ranch di Tavullia e l’ambiente della VR46 Academy, entrando in contatto con il pilota romagnolo. Tra giornate trascorse in pista, sfide sui kart e momenti di convivialità, è cresciuto un legame fatto di stima reciproca, sostegno e condivisione delle stesse emozioni che accompagnano chi vive per la velocità.

Un rapporto che continua a nutrirsi anche oggi, nonostante calendari, fusi orari e impegni rendano difficile vedersi con frequenza. I messaggi prima delle gare, gli incoraggiamenti reciproci e la soddisfazione per i successi dell’altro rappresentano il filo invisibile che unisce due protagonisti di discipline diverse ma accomunati dalla stessa fame di vittorie.

L’ultima conferma è arrivata proprio al Mugello. Antonelli era presente nel weekend del Gran Premio d’Italia di MotoGP nel ruolo di sbandieratore ufficiale, vivendo da vicino una giornata che si è trasformata in una festa tutta italiana. Prima della gara è passato dal box Aprilia per salutare e caricare l’amico; dopo la bandiera a scacchi, invece, ha potuto celebrare il trionfo di Bezzecchi, protagonista di una vittoria dal forte valore simbolico.

L’immagine dei due che festeggiano insieme racconta meglio di qualsiasi numero il momento che sta vivendo il Motorsport italiano. Perché dietro una coincidenza storica che mancava da 74 anni c’è anche una storia di amicizia sincera, di rispetto e di sostegno reciproco. Antonelli e Bezzecchi rappresentano una nuova generazione di campioni che non vive il successo come una competizione interna, ma come un patrimonio condiviso.

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