Formula 1
Lewis Hamilton ammette: “Saremo competitivi a Montecarlo, ma i favoriti sono altri”
Alla vigilia del Gran Premio di Monaco, continua il gioco delle parti tra i principali protagonisti del paddock. Se da una parte Mercedes e McLaren indicano la Ferrari come una delle vetture da battere tra i muretti del Principato, dall’altra nel box di Maranello prevale la cautela. Dopo Charles Leclerc, anche Lewis Hamilton ha ridimensionato le aspettative, pur riconoscendo che il tracciato monegasco potrebbe rappresentare una delle occasioni più favorevoli per la SF-26 in questa fase della stagione.
La Ferrari arriva infatti a Montecarlo forte di un telaio particolarmente efficace nei tratti guidati e nelle curve a bassa velocità, ma ancora penalizzata da un deficit di potenza rispetto alla Mercedes. Un limite emerso con evidenza anche nell’ultimo appuntamento di Montreal, dove Hamilton ha comunque saputo distinguersi grazie a una gara aggressiva e concreta, conclusa al secondo posto. A Monaco, però, l’incidenza del motore tende storicamente a ridursi e questo potrebbe consentire alla Rossa di valorizzare maggiormente i propri punti di forza.
“Penso che questo circuito possa adattarsi meglio alle caratteristiche della nostra vettura rispetto ad altri“, ha spiegato Hamilton ai media presenti nel Principato. “Su piste con lunghi rettilinei, come Montreal, abbiamo pagato parecchio in termini di prestazione. Qui quell’aspetto dovrebbe incidere meno e non credo che la potenza del motore rappresenterà un fattore così determinante. Inoltre, la nostra monoposto si comporta bene nelle curve lente, quindi credo che potremo essere competitivi“.
Il sette volte campione del mondo, tuttavia, ha evitato di sbilanciarsi sul ruolo di favorito. Secondo il britannico, la concorrenza resta estremamente agguerrita, a partire proprio dalla Mercedes. “Non sono convinto che saremo la vettura più veloce del lotto. La Mercedes, ad esempio, sembra essere competitiva in qualsiasi condizione e su ogni tipologia di circuito. Credo però che anche noi saremo della partita“.
Dopo un primo periodo di adattamento complesso, il britannico ritiene che il lavoro svolto insieme alla squadra stia finalmente producendo risultati concreti, come testimoniano i due podi conquistati nelle prime gare stagionali. “Spesso dall’esterno non si percepisce quanto lavoro ci sia dietro le quinte“, ha osservato il pilota inglese. “Quando sono arrivato in Ferrari ero convinto che questa squadra avesse tutte le risorse necessarie per tornare a vincere. Il vero obiettivo era mettere insieme tutti gli elementi nel modo corretto. Ho dato il massimo fin dal primo giorno, sapendo che il percorso sarebbe stato impegnativo. La prima parte della mia esperienza qui non è stata semplice, ma il team è stato straordinario nel supportarmi e nell’aiutarmi a crescere insieme alla vettura“.
Hamilton ha poi sottolineato il contributo determinante degli ingegneri nello sviluppo della SF-26, evidenziando come alcune richieste avanzate in passato siano state recepite e trasformate in miglioramenti concreti. “Gli ingegneri hanno svolto un lavoro eccezionale sulla messa a punto della monoposto. Oggi stiamo iniziando a raccogliere i frutti di quanto costruito negli ultimi mesi. Alcune modifiche che avevamo indicato come prioritarie sono arrivate, comprese quelle relative alle sospensioni. È gratificante poter lavorare con tutto il gruppo per indirizzare il progetto nella direzione giusta“.