Atletica

La rinascita di Simone Biasutti passa da Parigi: “So di valere il minimo europeo”

Andrea Ziglio

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Simone Biasutti / Grana FIDAL

Obiettivo Europei di Parigi per cancellare la delusione della mancata partecipazione al Mondiale. Simone Biasutti ha le idee decisamente chiare in questa stagione, anche se i problemi fisici non lo hanno abbandonato e lo stanno tormentando anche in questi mesi. Il triplista azzurro è stato ospite dell’ultima puntata di Sprint Zone, dove ha parlato sia dell’anno scorso sia degli obiettivi della stagione in corso.

Esordio stagionale nel lungo con un buon 7.10: “Non era nemmeno una gara in programma, ma la mia società mi ha chiesto davvero all’ultimo di partecipare anche alla fase ragionale. Ho accettato anche per tornare in mentalità gara, per ritrovare le sensazioni. Non ho voluto subito ripartire dal triplo perché magari è più traumatico, ma ho ricominciato dal lungo soprattutto per provare le rincorse che sono andate molto bene. Non mi aspettavo questo risultato, sapevo di stare bene, la condizione sicuramente c’è”.

Una stagione passata segnata da un grave infortunio: “Purtroppo quel giorno è stato l’apice, ma anche il punto più basso della stagione. Nei giorni successivi ho fatto la risonanza e tutti gli esami medici, ma purtroppo c’era stata una microfrattura al pube. L’obiettivo è sempre stato Tokyo e prima di quella gara sapevamo che non avrei potuto assolutamente gareggiare. Abbiamo sempre sperato di rimanere all’interno del ranking, ma ad un mese dalla gara abbiamo fatto un’ultima visita che purtroppo ha dato un risultato negativo e abbiamo dovuto rinunciare. Mi sono preso delle settimane di stop e relax, anche perché non è stato facile gestire a livello mentale un tale infortunio, soprattutto con la possibilità di competere ad un evento così importante. A livello mentale è stato molto difficile e quando ho dovuto rinunciare ho deciso di staccare completamente. Ho ripreso ad ottobre, facendo tutte le cose in maniera graduale”.

La decisione di non gareggiare nella stagione indoor: “Purtroppo ci sono stati degli altri problemi. Ho fatto due settimane ad inizio di gennaio a Tenerife, dove ero riuscito a recuperare tutto quello che avevo perso. Avevo già impostato la prima gara ed invece la settimana seguente durante una sessione di allenamento ho subito una botta, una contusione alla caviglia che mi ha portato a fermarmi, rinunciando così alla gara. Agli Italiani mancava un mese e l’obiettivo rimaneva, ma si è ripresentata la stessa situazione nella stessa settimana della gara. Di nuovo ho avuto lo stesso infortunio, ma in forma più grave ed il recupero è stato più lungo del previsto”

La rinuncia anche alla gara di Kosice: “Era una gara decisamente allettante, con una entry list con atleti davvero forti. Era sicuramente stimolante pensare di poter gareggiare li, ma dopo la gara di Pordenone e nuovamente c’è stato un risentimento alla caviglia, sempre quella di sinistra e sono stato costretto a rifiutare l’invito alla gara e ho ripreso solo questa settimana”. 

Su quando sarà l’esordio stagionale nel triplo: “Bisogna vedere ancora come va questa fase di recupero. Presumo che non sarà tra tanto visto che comunque ho già cominciato a balzare in allenamento. E’ il momento giusto per mettersi in forma. Non c’è ancora una data che posso confermare, ma a breve si inizierà in base a come risponderanno il mio fisico e la mia caviglia”. 

Questa lontananza dalle gare ha portato ad un crollo dell’azzurro nel ranking. Rimane dunque una sola possibilità per accedere agli Europei: “L’obiettivo è assolutamente il minimo. So di valerlo, perchè è 16,80, che è una misura che so di valere. Il ranking non è mai stata un’opzione. Certo è un buon salvagente, ma posso assolutamente puntare al minimo“.

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