Calcio
La FIGC risponde a Infantino: “Una caduta di stile”. Interviene il ministro Abodi
I Mondiali di calcio hanno preso e c’è una nuova polemica legata a quanto affermato da Gianni Infantino sull’Italia. Le esternazioni del presidente della FIFA hanno creato non poco malumore in FIGC e al ministro per lo Sport Andrea Abodi. Al centro della discussione c’è quanto detto da Infantino all’emittente brasiliana CazéTV durante un ragionamento sul possibile futuro ampliamento della Coppa del Mondo.
Infantino stava affrontando il tema dell’evoluzione del torneo dopo l’introduzione del nuovo format a 48 squadre, spiegando che “abbiamo già discusso la possibilità di un Mondiale a 64 squadre, per coinvolgere ancora di più tutto il mondo“. Il numero uno della FIFA ha poi precisato che “la domanda è stata fatta nel Consiglio della FIFA, ma intanto godiamoci questa prima edizione a 48 squadre“.
Nel corso dell’intervista, però, il riferimento all’Italia ha finito per attirare l’attenzione più di ogni altra considerazione. Facendo leva sulle recenti difficoltà degli azzurri nelle qualificazioni mondiali, Infantino ha scherzato affermando che “forse l’Italia si qualificherebbe con 64 partecipanti…“. Una battuta seguita da un’ulteriore stoccata ironica: “E potremmo arrivare a 208 per vedere se si qualifica“.
Parole che hanno immediatamente provocato reazioni nel mondo istituzionale e sportivo italiano. La risposta più dura è arrivata dalla Federcalcio, che ha definito l’uscita del presidente una “uscita infelice” e una “caduta di stile che ha ferito il sentimento dell’intera comunità sportiva italiana“. La Federazione ha inoltre richiamato i principi che dovrebbero caratterizzare il movimento calcistico, sottolineando che “nella vittoria e nella sconfitta il calcio insegna i valori, a cominciare dal rispetto“.
Una presa di posizione netta, maturata anche alla luce di una ferita ancora aperta per il calcio italiano. Le tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali rappresentano infatti uno dei momenti più difficili della storia recente della Nazionale, motivo per cui le parole di Infantino sono state percepite da molti come un’ironia fuori luogo su una vicenda che continua a pesare sull’intero movimento.
Più misurata, ma non meno significativa, la reazione di Abodi. Pur evitando di alimentare pubblicamente lo scontro con il massimo dirigente della Federazione internazionale, il ministro ha fatto sapere di voler chiarire direttamente il significato delle dichiarazioni. “Siccome la distanza tra Italia e Messico è ampia è meglio sentirsi al telefono per capire compatibilmente con i suoi impegni. Mi interessa sapere il suo pensiero diretto“, ha spiegato Abodi, lasciando intendere la volontà di un confronto personale con Infantino per comprendere se le sue parole fossero soltanto una battuta o riflettessero una valutazione più profonda sul momento attraversato dal calcio italiano.