Atletica

La FIDAL recepisce la sospensione di Alex Schwazer e si astiene da ulteriori commenti

Giandomenico Tiseo

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Alex Schwazer / IPA Sport

La nuova vicenda doping che coinvolge Alex Schwazer continua ad alimentare il dibattito nel mondo dello sport italiano. Il marciatore altoatesino, 41 anni, è infatti finito nuovamente al centro di un caso destinato ad avere conseguenze pesantissime sulla sua carriera, con il rischio concreto di una radiazione a vita dalle competizioni in caso di conferma della violazione contestata.

La positività risale a un controllo effettuato il 24 aprile 2026 a Francoforte, durante i Campionati tedeschi di marcia su strada, competizione nella quale Schwazer aveva fatto registrare il nuovo record italiano sulla distanza dei 42 chilometri. Secondo quanto comunicato dalla NADA, l’Agenzia nazionale antidoping tedesca, nei campioni biologici dell’atleta sarebbero state rilevate tracce di eritropoietina (EPO), sia nelle analisi del sangue sia in quelle delle urine.

A seguito dell’esito del controllo, la NADA ha disposto una sospensione cautelare nei confronti dell’azzurro e ha trasmesso una denuncia all’autorità giudiziaria competente. Schwazer, intervenuto in conferenza stampa il 22 giugno, ha respinto con fermezza ogni accusa, proclamandosi innocente. Tuttavia, visibilmente provato dall’ennesima battaglia giudiziaria e sportiva, ha dichiarato di non avere più la forza di affrontare un nuovo lungo contenzioso, pur continuando a sostenere la propria estraneità ai fatti contestati.

Sul caso resta inoltre aperto il fronte della difesa guidata dallo storico allenatore Sandro Donati e dall’avvocato Gerhard Brandstätter. I due sostengono la tesi di una possibile manipolazione dei campioni ufficiali e puntano su una terza provetta, ottenuta e sigillata autonomamente durante il controllo antidoping, che intendono sottoporre ad analisi nelle sedi competenti.

Nel frattempo è arrivata la presa d’atto della Federazione Italiana di Atletica Leggera. La FIDAL ha comunicato di aver recepito il provvedimento di sospensione cautelare disposto dalla NADA, dopo aver ricevuto la relativa documentazione tramite NADO Italia. La Federazione ha precisato che il recepimento avviene nel pieno rispetto della normativa antidoping vigente.

In una nota ufficiale, il presidente Stefano Mei, il direttore tecnico delle squadre nazionali Antonio La Torre e il Consiglio federale hanno ribadito la fiducia nell’operato degli organismi competenti, sottolineando che ogni valutazione sarà effettuata nelle sedi previste dai regolamenti. La FIDAL ha inoltre confermato di non voler rilasciare ulteriori commenti sulla vicenda, precisando che eventuali dichiarazioni rese da tesserati federali devono essere considerate esclusivamente a titolo personale.

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