Fondo

La denuncia di Paltrinieri dopo la gara a Setúbal: “La qualità dell’acqua è un problema”. Nuotatori contro World Aquatics, torna l’incubo Senna

Giandomenico Tiseo

Pubblicato

il

Gregorio Paltrinieri / IPA Sport

La quarta tappa della Coppa del Mondo di nuoto di fondo disputata a Setúbal, in Portogallo, ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza degli atleti nelle competizioni in acque libere. Al termine della 10 km, infatti, numerosi nuotatori hanno denunciato gravi problemi gastrointestinali, attribuiti alle condizioni dell’acqua del campo gara. Tra loro anche Gregorio Paltrinieri e Ginevra Taddeucci, che hanno affidato ai social le proprie considerazioni

Il campione azzurro si è rivolto in maniera molto diretta alla Federazione internazionale: “World Aquatics… La qualità dell’acqua è un problema, la temperatura dell’acqua è un problema, e non cambia mai davvero niente. Più di 10 atleti malati, alcuni in ospedale“, ha scritto in una storia su Instagram l’azzurro.

Parole che trovano conferma anche nella testimonianza di Taddeucci. La vicecampionessa europea ha denunciato una situazione diffusa tra le varie delegazioni: “Una notte intera a vomitare, sdraiata per terra! Cara World Aquatics, stiamo affrontando problemi di scarsa qualità dell’acqua nelle competizioni da anni. Dov’è la protezione per gli atleti?“.

Alla protesta si è unito anche il tedesco Florian Wellbrock, uno dei principali protagonisti del circuito mondiale: “L’acqua poteva sembrare buona, ma avete notato quante donne si sono sentite male dopo la gara? Forse è ora di riconsiderare le location degli eventi e prestare maggiore attenzione alla qualità dell’acqua“.

Le rimostranze degli atleti non riguardano soltanto i malori accusati dopo la competizione, ma anche il rispetto dei protocolli previsti per la qualità delle acque. Secondo i regolamenti di World Aquatics, la balneabilità viene valutata attraverso i livelli di Escherichia coli ed enterococchi. Una qualità definita “scadente”, con valori superiori alle soglie previste, dovrebbe comportare l’attivazione di misure straordinarie, fino allo spostamento o all’annullamento della gara. La contestazione nasce proprio dal fatto che, nonostante le preoccupazioni emerse sulla qualità dell’acqua e le evidenti conseguenze registrate tra gli atleti, le gare si siano comunque svolte.

Il caso Setúbal richiama inevitabilmente alla memoria quanto accaduto durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024, quando la qualità delle acque della Senna fu al centro di settimane di polemiche, rinvii e monitoraggi continui. Anche allora il tema della tutela della salute degli atleti si impose nel dibattito internazionale, alimentando dubbi sulla scelta di disputare gare di nuoto di fondo e triathlon in un fiume soggetto a forti variazioni dei parametri batteriologici.

La Senna tornerà a essere protagonista anche ai prossimi Europei di nuoto di fondo, in programma dal 4 all’8 agosto 2026, ma con una differenza significativa rispetto ai Giochi. Se durante le Olimpiadi il percorso era stato allestito nell’area del Ponte Alessandro III, tra il Grand Palais e Les Invalides, con un circuito che risaliva il fiume verso il Musée d’Orsay, per la rassegna continentale il campo gara sarà trasferito più a valle, nella zona di Grenelle, attorno all’Île aux Cygnes, nel XV arrondissement. Un tratto che proprio nell’estate 2026 verrà aperto stabilmente anche alla balneazione pubblica.

Resta però il tema sollevato da Paltrinieri, Taddeucci e Wellbrock: al di là delle certificazioni e dei controlli, gli atleti chiedono che la salute venga considerata una priorità assoluta. La protesta esplosa a Setúbal rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme per il nuoto di fondo internazionale e riporta al centro una domanda che accompagna ormai da anni la disciplina: fino a che punto si può accettare di gareggiare in acque la cui sicurezza viene contestata dagli stessi protagonisti?

Exit mobile version